Facebook

Controlli tecnici delle auto e manomissione dei contachilometri

2026-05-21

L'Assemblea plenaria del Parlamento europeo ha approvato, con 369 voti a favore, 126 contrari e 84 astensioni, il mandato negoziale relativo alle nuove norme sulle ispezioni tecniche dei veicoli. A favore hanno votato PPE, S&D, Renew e Verdi/EFA, ovvero la maggioranza filoeuropea. Il PfE si è espresso in maggioranza contro, mentre l’ESN si è opposto all’unanimità; l’ECR si è in gran parte astenuto. Il relatore Jens Gieseke (PPE) ha sottolineato che il mandato non prevede le ispezioni annuali per le auto più vecchie, come proposto dalla Commissione. Il mandato mira anche a contrastare la manomissione dei contachilometri.

Infographic

Si è votato sul cosiddetto “pacchetto sulla sicurezza stradale”. Si tratta di una modifica a due direttive: una disciplina le ispezioni tecniche periodiche dei veicoli, l’altra i controlli stradali dei veicoli commerciali. La Commissione ha presentato la proposta nell’aprile 2025. Non si trattava ancora dell’approvazione della legge, ma di un mandato negoziale. Si tratta della posizione con cui il Parlamento avvierà i negoziati con il Consiglio e la Commissione, il cosiddetto «trilogo». Il mandato è stato approvato il 5 maggio 2026 dalla commissione TRAN (Trasporti) e confermato in plenaria con 369 voti a favore, 126 contrari e 84 astensioni. Il plenum voterà nuovamente sul testo concordato dalle istituzioni.

Ciò che interessa maggiormente agli automobilisti è la frequenza con cui dovranno sottoporsi alla revisione. La Commissione ha proposto che le autovetture e i furgoni con più di dieci anni di età siano sottoposti a revisione tecnica ogni anno, anziché una volta ogni due anni come finora. Il relatore Jens Gieseke (PPE) ha dichiarato in tedesco prima della votazione: «Lo diciamo chiaramente: niente revisioni tecniche annuali per i veicoli più vecchi e nessun obbligo di controllo aggiuntivo per i veicoli commerciali leggeri». Secondo lui, il compromesso garantisce un equilibrio tra sicurezza stradale e riduzione della burocrazia.

Il mandato riguarda anche la manomissione dei contachilometri. Le officine dovranno registrare la lettura del contachilometri su auto e furgoni, ma solo in caso di interventi di durata superiore a un’ora, in modo da non gravare sulle piccole officine. I produttori di veicoli connessi dovranno trasmettere i dati alla banca dati nazionale ogni tre mesi a partire dalla prima immatricolazione. La Commissione dovrà creare un sito web multilingue dove chi acquista un’auto usata potrà verificare gratuitamente la cronologia dei chilometri percorsi, anche se il veicolo proviene da un altro Stato membro dell’UE. In caso di comprovata manomissione del contachilometri o di alterazione del sistema di controllo delle emissioni o dei dispositivi di sicurezza del veicolo, gli Stati membri dovranno introdurre sanzioni efficaci e dissuasive.

I controlli stradali dovranno ora misurare le emissioni di autovetture, motocicli, furgoni, autocarri e autobus tramite rilevamento a distanza direttamente sulla strada. I veicoli con emissioni elevate saranno sottoposti a un’ulteriore revisione tecnica e gli Stati potranno applicare lo stesso sistema anche per il rumore. I controlli vengono estesi ai furgoni. L’attuale obiettivo a livello dell’Unione di controllare il 5% degli autobus e degli autocarri sarà sostituito da un obiettivo nazionale. Le motociclette con cilindrata superiore a 125 cm³ perderanno la possibilità di ottenere un’esenzione dalle ispezioni obbligatorie. Un veicolo che presenta solo un difetto minore supererà la revisione e la riparazione sarà verificata solo in occasione della successiva revisione periodica. I certificati di idoneità tecnica dovranno essere rilasciati in formato elettronico e condivisi tra gli Stati membri.

Il mandato è stato sostenuto da PPE, S&D, Renew e Verdi/EFA, ovvero dalla maggioranza filoeuropea. S&D (106 voti), Renew (65) e Greens/EFA (43) hanno votato all’unanimità, mentre il PPE ha votato a stragrande maggioranza (137 a favore, un deputato si è astenuto). Sérgio Gonçalves (S&D) ha definito il monitoraggio a distanza delle emissioni una misura fondamentale contro l’inquinamento atmosferico, a causa del quale, secondo le sue parole, muoiono ogni anno oltre 150.000 europei. Asger Christensen (Renew) ha sottolineato l’importanza della digitalizzazione, della lotta alle frodi relative ai veicoli e della semplificazione per i conducenti. A nome dei Verdi/EFA, Kai Tegethoff ha affermato che il mandato non raggiunge le ambizioni che il gruppo avrebbe voluto, ma apporta miglioramenti concreti: il monitoraggio a distanza obbligatorio delle emissioni, sanzioni più severe per la manomissione dei contachilometri e una migliore tutela degli acquirenti di auto usate.

L’ECR, il PfE e l’ESN, ovvero l’estrema destra, non hanno votato come un unico blocco. L’ESN si è opposta all’unanimità (24 voti contrari), mentre il PfE si è espresso in maggioranza contro (66 contrari, 6 favorevoli, 6 astenuti). All’interno dell’ECR, 43 deputati si sono astenuti, 21 hanno votato contro e 2 a favore. Astenersi non significa votare contro. Anche The Left, ovvero l’estrema sinistra, si è prevalentemente astenuta (26 deputati), mentre 10 dei suoi deputati hanno votato a favore e 2 contro.

Raccogliamo e presentiamo visivamente i dati pubblicamente disponibili nella pagina del Parlamento europeo. Votemap.eu nega qualsiasi responsabilità per possibili incongruenze dei dati o modifiche dopo la pubblicazione.

Le descrizioni sono create utilizzando la traduzione automatica di DeepL. Ci scusiamo per eventuali imperfezioni o inconvenienti.

it