Allineamento dei precedenti regolamenti sulla gestione economica dell’UE alla riforma del 2024

2026-10-06

Con 450 voti a favore e 135 contrari (75 deputati si sono astenuti), il Parlamento europeo ha approvato la modifica di due regolamenti sulla sorveglianza di bilancio nell’eurozona. Hanno votato a favore tutti e quattro i gruppi della maggioranza filoeuropea (PPE, S&D, Renew, Verdi/EFA) e la maggioranza dell’ECR, mentre hanno votato contro PfE, ESN e La Sinistra. Si tratta di una delle tre votazioni relative al pacchetto che allinea le precedenti norme di governance economica dell’UE alla riforma del 2024.

Infographic

Il Parlamento europeo ha votato tre atti legislativi che costituiscono un unico pacchetto: hanno gli stessi relatori, Markus Ferber (PPE) e Carla Tavares (S&D), nonché gli stessi relatori ombra. Tutti e tre modificano i regolamenti precedenti per adeguarli alla riforma del quadro di governance economica dell’UE, in vigore dal 30 aprile 2024. Le nuove norme fiscali non introducono novità, ma mirano all’armonizzazione e alla semplificazione.

Con una votazione indicativa (450 a favore, 135 contrari, 75 astenuti), il Parlamento ha approvato l’accordo preliminare con il Consiglio sulla modifica di due regolamenti relativi alla sorveglianza di bilancio nell’eurozona – quello sull’applicazione (n. 1173/2011) e sulla presentazione dei progetti di bilancio (n. 473/2013). Vengono abrogate le disposizioni rese superflue dalla riforma del 2024 e le sanzioni vengono allineate al sistema graduale del Patto di stabilità e crescita riformato. Al posto dei programmi di stabilità e di convergenza, i testi faranno riferimento ai piani fiscali e strutturali a medio termine. Verranno inoltre aboliti i cosiddetti programmi di partenariato economico e parte degli obblighi di rendicontazione senza valore aggiunto.

La seconda votazione (458 a favore, 138 contrari, 61 astenuti) modifica il regolamento n. 472/2013 relativo alla sorveglianza rafforzata degli Stati dell’eurozona che presentano gravi difficoltà di stabilità finanziaria o che ne sono minacciati. La sorveglianza rafforzata verrà ora avviata automaticamente solo quando uno Stato attinge a un aiuto subordinato a nuove misure politiche, indipendentemente da chi lo fornisca. La sorveglianza post-programma si concentrerà sulla capacità di rimborso e sulle riforme non contemplate dal piano nazionale a medio termine; la sua intensità sarà modulata in base al rischio.

La terza votazione (462 a favore, 121 contrari, 75 astenuti) riguarda lo strumento con cui l’UE concede prestiti agli Stati membri al di fuori dell’eurozona in caso di difficoltà nella bilancia dei pagamenti (regolamento del Consiglio n. 332/2002). In questo caso il Parlamento non ha potere di codecisione, ma si limita a dare il proprio consenso. Finora ogni prestito dell’UE sul mercato era vincolato a un pagamento specifico. D’ora in poi l’UE emetterà obbligazioni indipendentemente dai versamenti e deterrà i fondi in un fondo comune di liquidità, in modo da poter effettuare pagamenti rapidamente a prescindere dall’andamento del mercato.

La maggioranza filoeuropea ha votato all’unanimità su tutti e tre gli atti: PPE, S&D, Renew e Verdi/EFA erano a favore, con quasi nessun voto contrario. Tuttavia, tra le file dell’S&D si sono astenuti ogni volta da 28 a 30 deputati; nella votazione finale i voti a favore sono stati 95 e le astensioni 30. Non disponiamo di dichiarazioni verificate da parte del PPE, di Renew né dei Verdi/EFA in merito a questa votazione; la loro posizione è quindi quella espressa dal voto. La correlatrice Carla Tavares (S&D) ha dichiarato il 5 ottobre 2026 sul sito web del proprio gruppo: «I progressisti dimostrano che la giustizia sociale può andare di pari passo con finanze pubbliche sane». Secondo lei, l’S&D insiste sul fatto che un approccio fiscale credibile pone al centro la resilienza sociale ed economica.

I gruppi al di fuori della maggioranza filoeuropea si sono divisi. L’ECR ha sostenuto tutti e tre gli atti con la maggioranza dei propri voti (a favore : contrari 68 : 9, 64 : 13 e 60 : 14), mentre PfE (7 a 65, 6 a 64, 7 a 65) ed ESN (0 a 23, 0 a 24, 0 a 24) si sono sempre opposti. The Left ha votato contro i primi due atti (0 a 24 e 1 a 22), mentre sul terzo la maggioranza dei suoi deputati si è astenuta. I voti dell’ECR non sono stati determinanti per l’esito: tutti e tre gli atti sarebbero stati approvati anche senza di essi.

Raccogliamo e presentiamo visivamente i dati pubblicamente disponibili nella pagina del Parlamento europeo. Votemap.eu nega qualsiasi responsabilità per possibili incongruenze dei dati o modifiche dopo la pubblicazione.

Le descrizioni sono create utilizzando la traduzione automatica di DeepL. Ci scusiamo per eventuali imperfezioni o inconvenienti.

at