Raccomandazioni sulle relazioni politiche tra l'UE e la Cina

2026-10-07

Il Parlamento europeo ha approvato la raccomandazione sulle relazioni politiche dell’UE con la Cina con 454 voti a favore, 86 contrari e 110 astensioni. Il testo non legislativo afferma che la Cina sta consentendo in modo determinante alla Russia di condurre la guerra contro l’Ucraina e la accusa di crimini contro l’umanità nei confronti degli uiguri. Il PPE, Renew e i Verdi/EFA hanno votato a favore, mentre il gruppo S&D si è diviso: 58 dei suoi deputati hanno votato a favore, 63 si sono astenuti e 3 hanno votato contro.

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La raccomandazione è stata inviata dal Parlamento europeo al Consiglio, alla Commissione e all’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri. È stata elaborata dalla Commissione per gli affari esteri (AFET), con Hilde Vautmans (Renew) in qualità di relatrice. La raccomandazione non ha carattere legislativo, pertanto non modifica alcun regolamento e non è vincolante per nessuno. Esprime la posizione del Parlamento in merito alla politica nei confronti della Cina. Le citazioni sono tratte dalla versione ufficiale in lingua ceca del testo adottato.

La Cina e la guerra in Russia. Secondo il testo, la Cina «consente in modo determinante alla Russia di condurre una guerra d’aggressione illegale e non provocata contro l’Ucraina», poiché è il principale fornitore di beni a duplice uso della Russia e la aiuta ad aggirare le sanzioni. La raccomandazione esorta la Cina a cessare immediatamente ogni forma di aiuto alla Russia. Chiede inoltre un’azione congiunta con i partner transatlantici e il G7: richieste concrete e con scadenze precise nei confronti della Cina e sanzioni mirate contro i soggetti che forniscono assistenza materiale alla Russia.

Taiwan. La raccomandazione conferma la politica di «una sola Cina» sostenuta dall’UE, ma ricorda che l’UE «non ha mai approvato il principio di una sola Cina». Respinge qualsiasi provocazione o tentativo unilaterale di modificare lo status quo con la forza o con la coercizione. Respinge inoltre le pressioni della Cina, che limitano la partecipazione di Taiwan alle organizzazioni e agli eventi internazionali. Chiede una più stretta coordinazione in materia di sicurezza con i partner della regione, compresa una presenza navale permanente ed esercitazioni congiunte, nonché la preparazione di negoziati per un accordo sugli investimenti con Taiwan.

Diritti umani e sanzioni. Secondo il testo, la Cina commette crimini contro l’umanità, tra cui arresti di massa, repressione della libertà di culto e distruzione della cultura di circa tre milioni di uiguri e di altre popolazioni turche nello Xinjiang. La raccomandazione si sofferma anche sul Tibet e su Hong Kong. Chiede l’immediato rilascio dei detenuti citati, tra cui Ilham Tohti, Gui Minhai e Jimmy Lai. Condanna le condanne a morte e la repressione transnazionale, comprese le cosiddette «stazioni di polizia d’oltremare».

Il testo accoglie con favore la decisione della Cina dell’aprile 2025 di revocare le restrizioni nei confronti di alcuni deputati europei attuali ed ex deputati, nonché della sottocommissione per i diritti umani. Sottolinea tuttavia che le sanzioni continuano ad applicarsi a oltre 100 cittadini e istituzioni europei, tra cui Samuel Cogolati, Dovilė Šakalienė, Adrian Zenze e Björn Jerdén. Chiede che la Cina revochi completamente tali sanzioni.

Commercio. Nella parte economica delle raccomandazioni, ricorda che nel 2024 il deficit commerciale dell’UE con la Cina ammontava a 305,8 miliardi di euro e che il 98 % di tutti gli elementi di terre rare importati nell’UE proviene dalla Cina. Chiede controlli più rigorosi sugli investimenti diretti esteri, uno strumento più efficace contro le pressioni economiche e la riscossione sistematica dei dazi doganali sulle merci vendute tramite piattaforme come Temu, Shein o AliExpress.

Come si è votato. Tre dei quattro gruppi della maggioranza filoeuropea hanno sostenuto la raccomandazione quasi all’unanimità e nessuno di essi ha votato contro. Per il PPE ci sono stati 150 voti a favore e 9 astensioni, per Renew 73 voti a favore e 1 astensione, per i Verdi/EFA 41 voti a favore e 8 astensioni.

Il gruppo S&D si è diviso: 58 dei suoi deputati hanno votato a favore, 63 si sono astenuti e 3 hanno votato contro. Si sono astenuti soprattutto i deputati delle delegazioni italiana (18), spagnola (18), rumena (8), portoghese (7) e greca (4). Le delegazioni tedesca (14), francese (12), austriaca (5), svedese (5) e altre hanno votato a favore. Il gruppo S&D non ha rilasciato dichiarazioni separate in merito al voto e Votemap non dispone di prove che spieghino il motivo della divisione.

Tra i gruppi al di fuori della maggioranza filoeuropea, hanno votato prevalentemente a favore l’ECR (68 a favore, 5 contrari, 4 astenuti) e il PfE (55 a favore, 17 astenuti). Hanno votato prevalentemente contro l’ESN (1 a favore, 23 contrari, 2 astenuti) e The Left (6 a favore, 33 contrari, 3 astenuti). La raccomandazione sarebbe stata approvata anche senza i voti di ECR, PfE ed ESN.

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