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Mandato per negoziare le norme in materia di cartolarizzazione

2026-05-21

Il mandato per negoziare con il Consiglio le nuove norme sulla cartolarizzazione, ovvero la vendita di pacchetti di crediti bancari agli investitori, è stato approvato in due votazioni con un risultato di 294 a 192 (90 astenuti) e 294 a 194 (86 astenuti). A favore hanno votato il PPE, Renew e la maggioranza del S&D, mentre i Verdi/EFA hanno votato contro e una parte dei loro deputati si è astenuta: la maggioranza filoeuropea si è divisa su questo tema. Hanno votato contro anche PfE ed ESN, ovvero parte dell’estrema destra, e The Left, ovvero l’estrema sinistra; l’ECR si è prevalentemente astenuta.

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Si è votato su due proposte correlate del pacchetto sulla cartolarizzazione. Entrambe sono state elaborate dal relatore Ralf Seekatz (PPE). La prima proposta (relazione A10-0137/2026) modifica il regolamento sui requisiti patrimoniali delle banche (CRR) nella parte relativa alle esposizioni delle banche nei confronti della cartolarizzazione. La seconda (A10-0138/2026) modifica il quadro normativo stesso della cartolarizzazione. Ne fanno parte anche le norme relative alla cosiddetta cartolarizzazione semplice, trasparente e standardizzata (STS).

Nella cartolarizzazione, una banca raggruppa un gran numero di crediti, ad esempio mutui ipotecari, in un unico pacchetto, che viene poi venduto sui mercati finanziari sotto forma di titolo. La relatrice ombra Marie Toussaint (Verdi/EFA) ha sottolineato nel corso della discussione che proprio questo prodotto è stato all’origine della crisi finanziaria del 2008.

Il testo definitivo della legge non è stato ancora votato. Si è deciso se il Parlamento potesse, sulla base delle relazioni della commissione ECON, avviare negoziati con il Consiglio, ovvero il trilogo. Tale mandato viene solitamente approvato senza votazione in plenaria. Tuttavia, ai sensi dell’articolo 72, paragrafo 2, del regolamento, i gruppi politici possono richiedere una votazione e, in questo caso, lo hanno fatto i Verdi/EFA e La Sinistra.

Il mandato è stato approvato in entrambe le votazioni. Per quanto riguarda i requisiti patrimoniali delle banche, ci sono stati 294 voti a favore, 192 contrari e 90 astensioni. Per quanto riguarda il quadro normativo sulla cartolarizzazione, ci sono stati 294 voti a favore, 194 contrari e 86 astensioni. In entrambe le votazioni, il PPE si è espresso a favore con un rapporto di 136 a 0 e un suo deputato si è astenuto. Renew ha votato 65 a 0, anch’esso con un’astensione. L’S&D ha sostenuto il mandato a maggioranza: 90 deputati erano a favore e 16, rispettivamente 15, contrari. I Verdi/EFA hanno votato contro. Sono stati 24, rispettivamente 27 dei loro deputati a votare contro, 17, rispettivamente 14 si sono astenuti e uno ha votato a favore.

Nei quattro gruppi della maggioranza filoeuropea, la controversia non riguardava solo la cartolarizzazione in sé, ma anche le modalità di elaborazione del testo. Il relatore Seekatz (PPE) ha dichiarato in tedesco durante la discussione che la commissione ha trovato una maggioranza a favore di «un compromesso ambizioso che rafforza in modo mirato il mercato europeo della cartolarizzazione e garantisce la stabilità finanziaria». Gilles Boyer (Renew) ha motivato il mandato in francese, affermando che in questo modo si daranno seguito alle relazioni di Draghi, Letta e Noyer e si avvierà l’Unione del risparmio e degli investimenti. Jonás Fernández (S&D) ha parlato soprattutto della procedura. Secondo lui, l’accordo della commissione gode del sostegno di una maggioranza filoeuropea. Se l’Aula dovesse respingere il mandato e riaprire il testo, le «forze antieuropee» potrebbero presentare emendamenti e alcuni di essi potrebbero essere approvati da «un’altra maggioranza» in Aula.

I Verdi/EFA contestano invece il contenuto dell’accordo. Marie Toussaint ha affermato che, secondo gli avvertimenti della Banca centrale europea, la protezione sarà inferiore rispetto a quella precedente al 2008. Ha esortato i colleghi a votare sul mandato e ad assumersi la responsabilità del proprio voto.

Tra gli altri gruppi, The Left, ovvero l’estrema sinistra, ha votato all’unanimità contro in entrambe le votazioni, con 35 voti contrari e 0 a favore. Tra l’estrema destra, si sono opposti il PfE (70, ovvero 68 deputati contrari, 8 astenuti) e l’ESN (22 contrari, 2 astenuti). L’ECR si è prevalentemente astenuta, con 59 e 58 deputati, mentre 7 e 9 dei suoi membri hanno votato contro. L’astensione non equivale a un voto contrario.

Il mandato per i negoziati con il Consiglio è appena iniziato. L’accordo che ne scaturirà dovrà ancora essere approvato dal Parlamento in seduta plenaria e dal Consiglio. Solo allora le modifiche a entrambi i regolamenti entreranno in vigore.

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