La situazione dei diritti fondamentali nell’UE nel 2024 e nel 2025

2026-04-29

La risoluzione sulla situazione dei diritti fondamentali nell’UE è stata approvata con 328 voti a favore, 199 contrari e 98 astensioni. S&D, Renew e Greens/EFA hanno votato all’unanimità a favore, mentre il PPE si è diviso: 86 a favore, 12 contrari e 55 astenuti, comprese le intere delegazioni del PP spagnolo e della ND greca. La maggioranza filoeuropea non ha quindi sostenuto la relazione all’unanimità. L’ECR, il PfE e l’ESN, ovvero l’estrema destra, hanno votato contro. La Sinistra ha registrato 12 voti a favore, 1 contrario e 30 astensioni.

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La risoluzione sulla relazione annuale sulla situazione dei diritti fondamentali nell’Unione europea negli anni 2024 e 2025 è stata approvata con 328 voti a favore, 199 contrari e 98 astensioni. La relazione è stata elaborata dalla relatrice Anna Strolenberg (Verdi/EFA) in seno alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE). La votazione sulla risoluzione nel suo complesso è stata preceduta da 107 votazioni per appello nominale su singoli paragrafi, considerando e emendamenti.

La risoluzione invita la Commissione e gli Stati membri a valutare sistematicamente l’impatto delle proposte legislative sui diritti fondamentali. Esprime grave preoccupazione per il fatto che l’Ungheria continui a violare i valori di cui all’articolo 2 del Trattato sull’Unione europea. Constata che la procedura di cui all’articolo 7, paragrafo 1, avviata nel 2018, non ha portato a progressi tangibili e invita pertanto la Commissione e gli Stati membri ad avviare la procedura di cui all’articolo 7, paragrafo 2. Per quanto riguarda i programmi di spionaggio Pegasus, Predator e Graphite, ricorda le raccomandazioni della commissione d’inchiesta PEGA e della Commissione di Venezia e chiede un efficace controllo giurisdizionale sulle attività di sorveglianza.

La risoluzione ribadisce l’appello a includere il diritto a un aborto sicuro e legale nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE. Definisce il diniego dell’accesso all’assistenza sanitaria in materia di salute sessuale e riproduttiva una forma di violenza di genere. Esorta gli Stati membri a riconoscere il femminicidio come reato a sé stante e invita il Consiglio a sbloccare i negoziati sulla direttiva orizzontale contro la discriminazione. In materia di migrazione, ricorda il diritto di richiedere protezione internazionale e il principio di non respingimento (non-refoulement). Nella motivazione menziona i casi segnalati di respingimento delle persone oltre confine (pushback).

S&D (118 a favore), Renew (64 a favore) e Greens/EFA (45 a favore) hanno votato all’unanimità. Nessuno di loro ha votato contro né si è astenuto. La relatrice Strolenberg, nell’introduzione al dibattito del 28 aprile 2026, ha affermato: «Rimarremo qui a negoziare sui diritti delle persone – chi ne avrà di più e chi ne meriterà di meno? Oppure riusciremo a essere all’altezza della versione migliore di noi stessi e a dire: ‘questi diritti fondamentali non sono oggetto di negoziazione’?» Al termine della discussione ha riconosciuto la critica secondo cui il risultato non include la protezione delle persone che protestano a sostegno della popolazione di Gaza: «Lo capisco e anch’io avrei voluto che fosse parte del risultato dei negoziati». Alice Kuhnke (Verdi/EFA) ha affermato: «Il diritto di decidere del proprio corpo è messo in discussione e la società civile è sotto pressione». Il relatore ombra Marco Tarquinio (S&D) ha affermato: «… quindi respingiamo gli emendamenti che mirano all’essenziale: i diritti dei bambini, delle donne, delle persone LGBTQ e, in generale, delle persone vulnerabili, in particolare per quanto riguarda gli immigrati…» La relatrice ombra Lucia Yar (Renew) ha dichiarato: «La limitazione dei diritti fondamentali non è casuale: avviene quando i governi […] limitano le libertà per consolidare il proprio potere. […] Proprio come nel caso di Orbán, l’Unione europea non può tacere e non tacerà quando i diritti fondamentali vengono calpestati». Le citazioni sono tradotte dall’inglese, nel caso di Kuhnke dallo svedese e nel caso di Tarquinio dall’italiano.

Il PPE ha votato in modo diviso: 86 deputati a favore, 12 contrari e 55 astenuti. Si sono astenute le delegazioni al completo del Partito Popolare spagnolo (PP, 18 deputati) e della Nuova Democrazia greca (ND, 6 deputati). Si sono astenuti anche 15 dei 21 deputati polacchi dell’EPP che hanno votato, prevalentemente appartenenti alla Coalizione Civica (KO). Queste tre delegazioni hanno totalizzato 39 delle 55 astensioni. Le astensioni si sono concentrate sulla votazione finale. In nessuna delle 107 votazioni parziali i deputati del PPE si sono astenuti in numero così elevato; il numero massimo è stato di 43. Il relatore ombra Lukas Mandl (PPE) ha dichiarato durante la discussione: «Grazie ancora per questa importante relazione; è positivo che gli europei abbiano dei diritti fondamentali» (tradotto dall’inglese). Il resto del suo intervento ha riguardato principalmente l’antisemitismo. Il motivo per cui così tanti deputati del PPE si siano astenuti non emerge dal dibattito. Non disponiamo di dichiarazioni del gruppo né dei partiti nazionali interessati in merito a questa votazione.

The Left, ovvero l’estrema sinistra, ha registrato 12 voti a favore, 1 contrario e 30 astensioni. Anche in questo caso le astensioni si sono concentrate sulla votazione finale, mentre nelle votazioni parziali si sono astenuti al massimo 8 dei suoi deputati. Non disponiamo di alcuna motivazione documentata nemmeno in questo caso.

L’ECR, il PfE e l’ESN, ovvero l’estrema destra, hanno votato contro. L’ECR ha totalizzato 70 voti contrari, 1 a favore e 6 astenuti, il PfE 73 voti contrari e l’ESN 27 voti contrari.

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