Lo Stato di diritto e l'uso improprio dei fondi dell'UE in Slovacchia
2026-05-20
La risoluzione sullo Stato di diritto, i diritti fondamentali e l’uso improprio dei fondi dell’UE in Slovacchia è stata approvata con 347 voti a favore, 165 contrari e 25 astensioni. È stata presentata dal PPE, dall’S&D, da Renew e dai Verdi/EFA, ovvero dall’intera maggioranza filoeuropea, insieme a The Left; tutti e quattro i gruppi hanno votato a favore. Hanno votato contro PfE, ESN e la maggioranza dell’ECR. La risoluzione invita la Commissione a valutare se sussista un rischio evidente che la Slovacchia violi gravemente i valori dell’UE e a fare pieno uso di tutti gli strumenti a sua disposizione.

A favore della risoluzione hanno votato 347 deputati, 165 erano contrari e 25 si sono astenuti. Tutti e quattro i gruppi della maggioranza filoeuropea l’hanno sostenuta: S&D (106), Renew (57) e Greens/EFA (37) senza alcun voto contrario o di astensione, mentre l’EPP ha espresso 114 voti a favore, 3 contrari e 4 astensioni. The Left ha votato prevalentemente a favore (27 a favore, 1 contrario, 10 astenuti). Tra i gruppi di estrema destra, il PfE ha votato all’unanimità contro (70), l’ESN ha espresso 23 voti contrari e 1 astensione, mentre l’ECR ha totalizzato 53 voti contrari, 4 a favore e 6 astensioni. Il risultato è stato determinato dalla maggioranza filoeuropea; l’EPP e l’estrema destra non hanno partecipato alla votazione.
La risoluzione conclude la discussione sulle dichiarazioni del Consiglio e della Commissione relative alla Slovacchia dell’11 febbraio 2026. Il testo è stato presentato congiuntamente da PPE, S&D, Renew e Verdi/EFA, ed è stato co-firmato anche da La Sinistra. La posizione della maggioranza filoeuropea è dimostrata dal fatto che si tratta di una sua proposta, a favore della quale ha anche votato.
La risoluzione «esprime profonda preoccupazione per il deterioramento dello stato della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali in Slovacchia» e ricorda che il rispetto verificabile dello Stato di diritto e della Carta dei diritti fondamentali è una condizione fondamentale per l’ottenimento di qualsiasi finanziamento dell’UE. Invita la Commissione a valutare se sussista un rischio evidente che la Slovacchia violi gravemente i valori di cui all’articolo 2 del Trattato sull’UE. Qualora tali preoccupazioni dovessero persistere ed essere debitamente motivate, la Commissione non dovrebbe esitare ad adottare misure coercitive, comprese procedure per inadempienza e la sospensione dei pagamenti. La risoluzione ribadisce inoltre l’invito ad avviare la prima fase della procedura prevista dal regolamento sulla condizionalità al rispetto dello Stato di diritto.
Gran parte del testo riguarda la lotta alla corruzione. Secondo la missione del gruppo di monitoraggio della Commissione per le libertà civili, la lotta alla corruzione non è più una priorità del governo slovacco. La risoluzione esprime rammarico per il fatto che la Slovacchia abbia ridotto le pene per la corruzione e i reati finanziari, abbreviato i termini di prescrizione e abolito l’Agenzia nazionale anticrimine e l’Ufficio del procuratore speciale. L’abolizione dell’Ufficio della Procura Speciale viene «condannata con forza»: secondo il testo, il suo impatto sul perseguimento della corruzione non può essere compensato dall’attività dell’Ufficio del Procuratore Pubblico Europeo (EPPO). In precedenza, l’Ufficio indagava su 120-150 accuse all’anno. Nei primi mesi del 2025, secondo statistiche preliminari, sarebbero state emesse solo due accuse per reati simili. La risoluzione esprime inoltre preoccupazione per il presunto uso improprio dei fondi destinati allo sviluppo rurale per la costruzione o la ristrutturazione di immobili privati di lusso.
La risoluzione esprime inoltre profonda preoccupazione per le modifiche alla Costituzione della Repubblica Slovacca, in particolare quelle che limitano i diritti fondamentali, lo Stato di diritto e il primato del diritto dell’UE. Allo stesso modo, esprime preoccupazione per il deterioramento della libertà dei media, comprese le interferenze politiche nei media di servizio pubblico. Secondo il testo, il Consiglio della televisione e della radio slovacca è stato nominato dal governo e dal parlamento esclusivamente tra i candidati della coalizione di governo. La risoluzione condanna con forza la crescente pressione esercitata sulla società civile. Esorta inoltre le autorità slovacche a tutelare i diritti dei rom, delle persone LGBTIQ+ e delle minoranze, nonché a porre fine alle confische di terreni basate sui decreti del dopoguerra. Accoglie invece con favore il fatto che, nel marzo 2026, il Parlamento slovacco abbia abrogato la controversa legge che avrebbe portato allo scioglimento dell’Ufficio per la protezione degli informatori, mantenendolo invece in essere.
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