La richiesta dell'ECR di tenere un dibattito sui disordini tra gli studenti delle scuole superiori in Francia è stata approvata con 217 voti a favore e 198 contrari, grazie ai voti dell'ECR, del PfE e dell'ESN; l'EPP ha votato con loro

2026-10-05

Il 5 ottobre 2026 il Parlamento europeo ha votato sulla richiesta del gruppo ECR di inserire nell’ordine del giorno della stessa giornata una discussione sulle proteste violente degli studenti delle scuole superiori in Francia. La richiesta è stata approvata con 217 voti a favore e 198 contrari, mentre quattro deputati si sono astenuti. L’EPP ha votato all’unanimità a favore insieme all’ECR, al PfE e all’ESN: senza i voti di questi tre gruppi la richiesta non sarebbe stata approvata. Il resto della maggioranza filoeuropea – S&D, Renew e Greens/EFA – ha votato contro, così come The Left.

Infographic

Lunedì 5 ottobre 2026 i deputati del Parlamento europeo a Strasburgo hanno votato su una modifica all’ordine del giorno. Il gruppo ECR ha chiesto che fosse inserito nell’ordine del giorno della stessa giornata un nuovo punto: una discussione con una dichiarazione della Commissione europea sull’escalation delle proteste degli studenti delle scuole superiori in Francia. Si trattava di una votazione sull’ordine del giorno, non di una presa di posizione sui disordini in sé: si decideva solo se l’argomento sarebbe stato discusso in plenaria.

La richiesta è stata approvata con 217 voti a favore e 198 contrari, mentre quattro deputati si sono astenuti. L’EPP ha votato all’unanimità a favore (101 voti, nessuno contrario) e altrettanto all’unanimità hanno votato i tre gruppi di estrema destra: ECR (41), PfE (56) ed ESN (9). La mozione è stata approvata grazie ai voti di ECR, PfE ed ESN – in totale 106, senza i quali la proposta non avrebbe ottenuto la maggioranza. In questa votazione, il PPE si è schierato dalla stessa parte dell’estrema destra, contro gli altri gruppi della maggioranza filoeuropea.

La maggioranza filoeuropea – PPE, S&D, Renew e Verdi/EFA – si è quindi divisa. Mentre l’EPP ha votato a favore, i restanti tre gruppi si sono espressi contro: S&D all’unanimità (73 contrari, nessuno a favore), Greens/EFA anch’essi all’unanimità (46 contrari) e Renew quasi all’unanimità (41 contrari, 2 a favore, 2 astenuti). Anche The Left ha votato all’unanimità contro (31 voti). Nessuno dei quattro gruppi della maggioranza filoeuropea ha rilasciato una dichiarazione propria, di cui siamo venuti a conoscenza, né sulla richiesta dell’ECR né sulla situazione in Francia. La loro posizione è quindi quella espressa dal voto; non ci azzardiamo a ipotizzare le ragioni che li hanno spinti a votare in tal modo.

Secondo il progetto di ordine del giorno pubblicato dal Parlamento, il punto era previsto per il 5 ottobre 2026 dalle 19:30 alle 21:00. Il titolo fa riferimento agli attacchi incendiari contro le scuole e alle aggressioni a vigili del fuoco, agenti di polizia e insegnanti, compreso il caso di La Ciotat. Non sappiamo ancora se alla discussione seguirà una votazione sulla risoluzione: nel progetto di ordine del giorno dal 6 all’8 ottobre non abbiamo trovato alcuna voce relativa a questo punto. Non abbiamo trovato nemmeno un comunicato stampa del Parlamento sulla votazione.

Cosa sta succedendo in Francia: secondo l’emittente France 24, le proteste degli studenti delle scuole superiori sono iniziate alla fine di settembre 2026 nella regione dell’Île-de-France a causa della carenza di insegnanti, delle classi sovraffollate e delle cattive condizioni degli edifici scolastici, per poi estendersi gradualmente a tutta la Francia. Venerdì 2 ottobre, France 24 ha riferito di circa 400 scuole chiuse, almeno 65 membri del personale scolastico feriti, tra cui 40 presidi, e 1.747 persone fermate nel corso di un solo giorno. La rivista Time parla di circa 500 scuole chiuse e di oltre 5.000 arresti dall’inizio delle proteste, di cui l’87% riguardava minori. Le cifre differiscono perché le fonti si riferiscono a periodi diversi. A La Ciotat, secondo France 24, che cita un portavoce dell’ufficio scolastico regionale, il 2 ottobre un insegnante di fisica è stato aggredito con della benzina mentre cercava di spegnere un incendio nei pressi della scuola. Secondo *Time*, il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato un piano in cinque punti che mira, tra l’altro, a ripristinare le lezioni e a riparare gli edifici scolastici.

Raccogliamo e presentiamo visivamente i dati pubblicamente disponibili nella pagina del Parlamento europeo. Votemap.eu nega qualsiasi responsabilità per possibili incongruenze dei dati o modifiche dopo la pubblicazione.

Le descrizioni sono create utilizzando la traduzione automatica di DeepL. Ci scusiamo per eventuali imperfezioni o inconvenienti.

cz