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Raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite entro il 2030

2026-07-07

La risoluzione sulla relazione di Lukas Mandl (PPE) e Pierfrancesco Maran (S&D) è stata approvata con 374 voti a favore, 185 contrari e 74 astensioni. S&D, Renew e Greens/EFA hanno votato all’unanimità a favore, l’EPP a maggioranza, ma 39 dei suoi deputati si sono astenuti – soprattutto quelli del PP spagnolo e del TISZA ungherese. ECR, PfE ed ESN hanno votato contro, mentre The Left si è astenuta in maggioranza. La risoluzione chiede un aumento degli aiuti allo sviluppo e critica i tagli operati dall’amministrazione statunitense ai programmi USAID.

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L'Agenda 2030 è un insieme di 17 obiettivi di sviluppo sostenibile adottati dagli Stati membri delle Nazioni Unite nel 2015. Spazia dall’acqua e dall’energia al finanziamento dello sviluppo. Il loro raggiungimento viene valutato da un forum politico di alto livello delle Nazioni Unite, che nel 2026 si concentrerà sugli obiettivi n. 6 (acqua e servizi igienico-sanitari), 7 (energia), 9 (infrastrutture), 11 (città) e 17 (finanziamenti e partenariati). La risoluzione si basa su una relazione congiunta della Commissione per lo sviluppo e della Commissione per l’ambiente, il clima e la sicurezza alimentare. I relatori sono stati Lukas Mandl (PPE) e Pierfrancesco Maran (S&D). Si tratta di una relazione d’iniziativa: la risoluzione formula una posizione e lancia alcuni appelli, senza modificare alcuna normativa.

Secondo il testo approvato, solo il 35 % degli obiettivi è sulla buona strada o mostra un leggero progresso, mentre per il 18 % la situazione è peggiorata. L’obiettivo n. 6 è quello che presenta la situazione peggiore: nessuno dei suoi sotto-obiettivi è stato raggiunto né è sulla buona strada per esserlo. Circa 2,2 miliardi di persone non hanno ancora accesso ad acqua potabile sicura. La risoluzione chiede, tra l’altro, di eliminare gradualmente l’uso dei PFAS, a partire dai beni di consumo. Laddove manchino alternative sicure, il loro utilizzo deve rimanere possibile. Chiede inoltre di abbandonare al più presto i combustibili fossili e le relative sovvenzioni e riconosce il diritto umano fondamentale all’alloggio.

Per quanto riguarda i finanziamenti, il testo ricorda che l’UE e gli Stati membri hanno ridotto gli aiuti pubblici allo sviluppo dallo 0,53% del RNL nel 2023 allo 0,47% nel 2024, nonostante si fossero impegnati a raggiungere lo 0,7%. Secondo la risoluzione, il deficit di investimenti rispetto agli obiettivi ammonta a 4 trilioni di dollari all’anno. Il testo critica espressamente l’amministrazione statunitense: secondo la risoluzione, essa ha adottato una serie di decisioni molto preoccupanti e dannose in materia di aiuti allo sviluppo e umanitari, in particolare sospendendo gran parte dei finanziamenti ai programmi USAID. La risoluzione fa riferimento ad analisi secondo cui tali tagli potrebbero contribuire, entro il 2030, a causare fino a 14 milioni di decessi evitabili. L’UE invita a contribuire a colmare il divario di finanziamento che ne è derivato.

La risoluzione è stata approvata con 374 voti a favore, 185 contrari e 74 astensioni. S&D (120 a favore), Renew (72 a favore) e Greens/EFA (47 a favore) hanno votato all’unanimità a favore. L’EPP ha sostenuto il testo a maggioranza, con 124 voti a favore e 3 contrari, ma 39 dei suoi deputati si sono astenuti. La maggior parte delle astensioni è provenuta da due delegazioni: 20 dal Partito Popolare spagnolo (PP) e 6 dal partito ungherese TISZA. Si sono inoltre astenuti tre deputati della SDS slovena, due ciascuno di Forza Italia e del Partit Nazzjonalista maltese e uno ciascuno dell’NSC olandese, del KO polacco, della CDU tedesca, del KDH slovacco e della Liberal Alliance danese.

L’ECR (69 contrari, 1 astensione), il PfE (74 contrari) e l’ESN (25 contrari) hanno votato contro. La Sinistra si è in gran parte astenuta (28 astensioni, 3 voti a favore). Hanno votato a favore tutti e quattro i gruppi della maggioranza filoeuropea, l’estrema destra si è opposta e l’estrema sinistra si è in gran parte astenuta.

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