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Accisa sul tabacco: aliquote e norme generali

2026-06-17

Il Parlamento europeo si è espresso su due proposte della Commissione relative alla modifica delle accise sul tabacco. La proposta relativa alle nuove aliquote è stata respinta dall’Aula con 181 voti contro 439 (38 astenuti); a favore ha votato solo il PPE. La modifica delle norme generali è stata approvata con 325 voti a favore, 304 contrari (29 astensioni) grazie ai voti dell’ECR e del PfE: il PPE si è schierato con loro contro S&D, Renew e Greens/EFA. Entrambe le relazioni sono state presentate da Tomáš Kubín (PfE); l’ultima parola spetta al Consiglio.

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Nel luglio 2025 la Commissione ha presentato due proposte relative alle accise sul tabacco. Una modifica le aliquote e la struttura, l’altra le norme generali in base alle quali viene applicata l’imposta. Le relazioni su entrambe le proposte sono state elaborate dalla commissione per gli affari economici e monetari (ECON), con Tomáš Kubín (PfE) in qualità di relatore in entrambi i casi. Si tratta di una consultazione, ovvero di una procedura legislativa speciale che, ai sensi dell’articolo 113 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, disciplina l’armonizzazione fiscale. La decisione spetta al Consiglio, che delibera all’unanimità, mentre il Parlamento si limita a formulare un parere. Il Consiglio è tenuto ad attendere il parere, ma non è vincolato dal suo contenuto.

La proposta di aliquote riguarda sigarette, sigari, tabacco da arrotolare, tabacco da riscaldare e nuovi prodotti a base di nicotina. Per quanto riguarda le sigarette, la Commissione ha proposto di aumentare l’imposta minima al 63 % del prezzo medio ponderato al dettaglio e ad almeno 215 euro per 1 000 pezzi. Nella sua relazione, la commissione ECON aveva proposto, tra l’altro, il 60 % e 200 euro. L’Aula ha respinto la proposta della Commissione con 181 voti contro 439, con 38 astensioni, e ha invitato la Commissione a ritirarla.

La maggioranza filoeuropea si è divisa in questa votazione. Solo il PPE ha votato a favore (136 a favore, 22 contrari, 11 astenuti). Contrari sono stati S&D (9 a favore, 109 contrari, 9 astenuti), Renew (14 a favore, 54 contrari, 2 astenuti) e Greens/EFA (tutti e 46 contrari). Hanno votato contro anche l’ECR (14 a favore, 59 contrari), il PfE (5 a favore, 72 contrari) e l’ESN (1 a favore, 20 contrari), ovvero tutti e tre i gruppi di estrema destra. Anche The Left, il gruppo di estrema sinistra, ha votato allo stesso modo (tutti e 42 contrari).

La seconda proposta modifica la direttiva (UE) 2020/262 e non riguarda le aliquote. Regola la circolazione delle merci in regime di esenzione fiscale condizionata e i livelli indicativi per le merci acquistate dai cittadini per uso personale. I due emendamenti approvati integrano nei livelli indicativi nuove categorie di prodotti provenienti dalla direttiva sulle aliquote, ovvero quella la cui proposta è stata respinta dall’Aula.

La proposta è stata approvata dall’Aula con 325 voti a favore, 304 contrari e 29 astensioni. Il gruppo PPE (143 a favore, 18 contrari, 8 astenuti) ha votato insieme al gruppo ECR (71 a favore, 6 contrari) e al gruppo PfE (76 a favore, 2 astenuti). Si sono espressi contro S&D (4 a favore, 113 contrari, 7 astenuti), Renew (14 a favore, 55 contrari, 1 astenuto), Greens/EFA (tutti e 45 contrari) e The Left (tutti e 42 contrari). L’ESN si è espressa in maggioranza contro (4 a favore, 18 contrari). Il parere è stato approvato grazie ai voti dell’ECR e del PfE. Senza i voti dei tre gruppi di estrema destra, il rapporto sarebbe stato di 174 a 280.

In sede di commissione ECON, il 3 giugno 2026 entrambe le relazioni sono state approvate con lo stesso rapporto di 32 a 21 a 2, con ECR e PfE che hanno votato a favore. In plenaria, sulle norme generali hanno votato come in commissione, mentre sulle aliquote si sono uniti al voto contrario.

L’EPP ha votato a favore in entrambe le votazioni, mentre S&D, Renew e Greens/EFA hanno votato contro in entrambe. Nessuno di loro ha espresso voti separati.

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