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Mandato per i negoziati sull'euro digitale

2026-07-09

La delegazione negoziale del Parlamento europeo può avviare i negoziati con il Consiglio sull’euro digitale. Il mandato è stato approvato con 416 voti a favore, 169 contrari e 22 astensioni. È stato sostenuto dal PPE, dall’S&D, da Renew e dai Verdi/EFA, ovvero dalla maggioranza filoeuropea, nonché dalla maggioranza dei deputati di The Left. Il PfE e l’ESN hanno votato all’unanimità contro, mentre l’ECR ha espresso un voto diviso. La votazione in plenaria è stata richiesta dal PfE. La base per i negoziati è il testo della commissione ECON.

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L'euro digitale dovrebbe essere una nuova forma dell'euro. Si tratta di moneta digitale emessa dalla banca centrale, che può essere utilizzata sia dai cittadini comuni che dai commercianti e che è destinata a integrare, non a sostituire, il contante. Il regolamento è stato proposto dalla Commissione europea nel giugno 2023. In Parlamento, il regolamento è all’esame della commissione per gli affari economici e monetari (ECON), con Fernando Navarrete Rojas (PPE) in qualità di relatore.

In questa occasione non si è votato sul regolamento in sé, ma sul mandato negoziale. La commissione ECON ha adottato la propria relazione il 23 giugno 2026. Allo stesso tempo ha deciso che i propri negoziatori debbano avviare i negoziati con il Consiglio dell’UE, in cui siedono i rappresentanti dei governi degli Stati membri, ancora prima della prima lettura in plenaria. Il regolamento del Parlamento (art. 72) lo consente. Tuttavia, se un gruppo politico o un numero sufficiente di deputati solleva un’obiezione contro la decisione della commissione, la decisione spetta all’intera assemblea plenaria. L’obiezione è stata sollevata dal gruppo PfE. Una volta approvato il mandato, il gruppo di lavoro guidato dal relatore procede alle trattative con il testo approvato dalla commissione. Non si presenta quindi una posizione che l’Aula avrebbe precedentemente modificato con emendamenti.

A favore del mandato hanno votato 416 deputati, 169 erano contrari e 22 si sono astenuti. I gruppi PPE, S&D, Renew e Verdi/EFA, ovvero la maggioranza filoeuropea, hanno votato a favore. Senza alcuna eccezione hanno votato a favore gli S&D (111 voti) e i Verdi/EFA (48). Da Renew, 61 deputati hanno votato a favore e 4 contro. All’interno dell’EPP, da cui proviene il relatore, 136 deputati hanno votato a favore, 9 contro e 19 si sono astenuti. Anche The Left, ovvero l’estrema sinistra, si è espressa in maggioranza a favore (34 a favore, 2 contro). Hanno votato all’unanimità contro il PfE (68) e l’ESN (25). L’ECR ha votato in modo diviso: 20 dei suoi deputati erano a favore, 43 contrari e 2 si sono astenuti. L’EPP questa volta non ha votato con l’ECR, il PfE e l’ESN, ovvero l’estrema destra, ma con il resto della maggioranza filoeuropea.

Ciò che i negoziatori portano al tavolo delle trattative è riassunto nella sintesi ufficiale della relazione della commissione nell’Osservatorio legislativo del PE (OEIL). Il diritto esclusivo di emettere l’euro digitale spetta alla Banca centrale europea. Può metterlo in circolazione sia essa stessa che le banche centrali nazionali. L’autorizzazione all’emissione dovrà essere seguita da una fase di avvio di almeno 24 mesi e, prima della prima emissione, da una fase di prova in condizioni reali. Rimane l’obbligo per gli Stati di garantire l’accesso al contante. La protezione dei dati si basa sul GDPR, sulla minimizzazione dei dati e sul principio della «privacy by design». La BCE non deve avere accesso ad alcun dato che consenta di identificare una persona specifica e i dati non devono essere trasmessi illegalmente alle autorità di paesi terzi. La maggior parte delle imprese dovrebbe accettare l’euro digitale. Fanno eccezione i lavoratori autonomi e le piccole e microimprese che non accettano altri pagamenti digitali. I servizi di pagamento di base devono essere gratuiti e i fornitori non possono aggirare tale obbligo applicando commissioni di tenuta conto o di inattività. La detenzione di euro digitali sarà soggetta a un limite massimo. Il suo importo è proposto dalla Commissione su raccomandazione della BCE e sarà riesaminato almeno una volta ogni due anni.

Il relatore Fernando Navarrete Rojas (PPE) ha dichiarato durante la discussione (in spagnolo, traduzione): «Questo pacchetto tutela il contante più che mai nel diritto dell’Unione e offre inoltre l’euro digitale: un’ulteriore alternativa, non un obbligo». Gilles Boyer (Renew) ha affermato (in francese, tradotto): «Oggi dipendiamo troppo dai mezzi di pagamento non europei, in particolare quelli statunitensi, e questa dipendenza deve finire». Nikos Papandreou (S&D) ha dichiarato (in inglese, tradotto): «L’euro digitale risponde a una semplice domanda: chi deve avere il controllo del futuro finanziario dell’Europa? La risposta è: l’Europa».

Prossimi passi: i negoziatori del Parlamento cercheranno un testo di compromesso con il Consiglio nel cosiddetto «trialogo». Se raggiungeranno un accordo, il testo risultante sarà sottoposto all’assemblea plenaria per un’unica votazione di conferma. La classica prima lettura con emendamenti verrà quindi meno.

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