L'attività del Mediatore europeo nel 2024

2026-03-12

La relazione della commissione per le petizioni sull’attività del Mediatore europeo per il 2024 non è stata approvata: 233 deputati hanno votato a favore, 250 contro e 76 si sono astenuti. La maggioranza filoeuropea si è divisa: il PPE ha votato a favore, così come PfE, mentre S&D, Verdi/EFA e la maggioranza di Renew si sono espressi contro. S&D e Greens/EFA hanno contestato due punti del testo: il finanziamento delle organizzazioni non governative e l’affermazione secondo cui l’insufficiente protezione delle frontiere comporta un aumento del numero di decessi in mare. ECR ed ESN si sono in gran parte astenuti.

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La relazione sull’attività del Mediatore europeo per il 2024 è stata elaborata dalla Commissione per le petizioni (PETI) di propria iniziativa. Non è stata approvata: 233 deputati hanno votato a favore, 250 contro e 76 si sono astenuti. Poiché la relazione è stata respinta, non esiste un testo approvato e pertanto la risoluzione sull’attività del Mediatore per il 2024 non è stata adottata.

La frattura non si è verificata tra la maggioranza filoeuropea e l’estrema destra, ma all’interno della stessa maggioranza filoeuropea: il PPE ha votato a favore, S&D e Verdi/EFA contro e anche la maggioranza di Renew si è espressa contro.

Il testo era in gran parte dedicato a questioni istituzionali: preoccupazioni relative al mancato rispetto da parte della Commissione dei termini di legge per l’autorizzazione di sostanze chimiche pericolose, compresi i PFAS, alla trasparenza nell’approvazione dei pesticidi e all’accesso ai documenti, tra l’altro in relazione alla proposta sulla lotta contro l’abuso sessuale dei minori.

Secondo gli interventi di S&D e dei Verdi/EFA durante la discussione, due punti sono stati oggetto di controversia. Il punto 12 invitava il Mediatore europeo a valutare il finanziamento delle organizzazioni non governative che poi esercitano attività di lobbying presso il Parlamento e la Commissione, mettendo in guardia da un conflitto di interessi. Il punto 17 definiva la protezione delle frontiere esterne come la missione principale dell’agenzia Frontex e sosteneva che una protezione insufficiente delle frontiere comporti un aumento del numero di decessi in mare. Gli emendamenti al punto 12 (252 a 300) e al punto 17 (155 a 402, 182 a 362 e 225 a 325) non sono stati approvati. Il punto 17 è rimasto nella versione della commissione (290 a 258). Il punto 12 è stato votato per parti: la prima è stata approvata con 313 voti a favore e 245 contrari, mentre le altre tre non sono state approvate.

L’EPP ha votato a favore (136 a favore, 3 contrari, 4 astenuti). Gheorghe Falcă (EPP) ha dichiarato nel corso della discussione che il gruppo apprezza e sostiene la relazione. Non si è espresso sui punti controversi.

L’S&D ha votato contro (4 a favore, 104 contrari). Murielle Laurent (S&D) ha dichiarato nel corso della discussione che l’EPP, nel momento decisivo, si è allineato all’estrema destra e ha sostenuto due emendamenti inaccettabili per l’S&D: uno, secondo lei, che attacca le organizzazioni non governative e il loro finanziamento, l’altro che suggerisce che la mancanza di controlli alle frontiere possa essere responsabile delle morti in mare.

I Verdi/EFA hanno votato all’unanimità contro (0 a favore, 43 contrari, 2 astenuti). Cristina Guarda (Verdi/EFA) ha affermato nel corso della discussione che i gruppi di destra e di estrema destra hanno strumentalizzato la relazione per promuovere un’agenda di deregolamentazione ambientale. Secondo lei, il testo accusa le organizzazioni non governative di fare lobbying, ma trascura quanto accertato dalla stessa difensora dei diritti. Ha parlato di un grave precedente nei rapporti tra il Parlamento e l’ufficio del difensore dei diritti.

Renew ha votato in maggioranza contro (17 a favore, 42 contro, 2 astenuti). Michał Kobosko (Renew) ha sostenuto nel dibattito la missione della Difensora dei diritti e non si è espresso sui punti 12 e 17. Dai documenti disponibili non risulta il motivo per cui una parte del gruppo abbia votato a favore.

Il gruppo PfE ha votato a favore (58 a favore, 0 contrari, 2 astenuti), schierandosi dalla stessa parte del gruppo PPE. L’ECR e l’ESN, gli altri due gruppi di estrema destra, si sono per lo più astenuti: ECR 39 astenuti, 16 contrari, 4 favorevoli; ESN 20 astenuti, 1 favorevole, 1 contrario. The Left ha votato contro (35 contrari, 1 astenuto).

La relazione è stata presentata in plenaria dal presidente della Commissione per le petizioni Bogdan Rzońca (ECR). Secondo una nota nel testo della relazione, egli ne ha assunto la responsabilità dopo che Cristina Guarda si è dimessa dalla carica di relatrice in seguito alla votazione in commissione del 28 gennaio 2026.

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