Mandato del Parlamento per il bilancio dell'UE 2028-2034

2026-04-28

La relazione intermedia sul prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE definisce le posizioni con cui il Parlamento si presenterà ai negoziati con il Consiglio: un bilancio pari all’1,27% del RNL dell’UE, fondi separati per l’agricoltura e la coesione e nuove risorse proprie. La risoluzione è stata approvata con 370 voti a favore, 201 contrari e 84 astensioni. Hanno votato a favore tutti e quattro i gruppi della maggioranza filoeuropea: PPE, S&D, Renew e Verdi/EFA. Ha votato contro l’ESN e la maggioranza del PfE, mentre l’ECR si è divisa tra opposizione e astensioni.

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Il quadro finanziario pluriennale (QFP) è il bilancio a lungo termine dell’Unione europea. Esso stabilisce i massimali di spesa per i prossimi sette anni. La proposta per il periodo 2028-2034 è stata presentata dalla Commissione europea. Il regolamento sul QFP viene adottato dal Consiglio all’unanimità e il Parlamento non può modificarlo, ma può solo dare o negare il proprio consenso.

Per questo motivo il Parlamento approva una relazione intermedia (A10-0105/2026, procedura 2025/0571R(APP)). In essa indica in anticipo quali sono le sue richieste in vista dei negoziati con il Consiglio. Si tratta del suo mandato negoziale, non di un accordo con il Consiglio né di un’approvazione definitiva. Il Parlamento voterà sul QFP stesso solo quando gli Stati membri avranno raggiunto un accordo sul testo. La relazione è stata elaborata dalla commissione per i bilanci (BUDG) con i correlatori Siegfried Mureşan (PPE) e Carla Tavares (S&D).

Secondo la risoluzione, il volume complessivo del QFP dovrebbe raggiungere l’1,27% del reddito nazionale lordo (RNL) dell’UE. A ciò si aggiungerà, separatamente e al di fuori dei massimali del QFP, lo stanziamento dello 0,11% del RNL per il rimborso del debito di NextGenerationEU. La risoluzione respinge la rinazionalizzazione del bilancio e l’approccio «un piano per Stato membro», che fonderebbe le diverse politiche in un unico piano nazionale. Chiede un finanziamento separato e adeguato per la politica agricola (433,01 miliardi di euro a prezzi correnti), la pesca, la coesione e il FSE+, nonché un aumento degli stanziamenti per l’asilo, la migrazione e la sicurezza delle frontiere (38,04 miliardi di euro). Intende rafforzare il Fondo europeo per la competitività, Orizzonte Europa, il CEF e Erasmus+. In materia di politica estera, intende potenziare gli aiuti umanitari e il sostegno all’Ucraina, compresa la riserva ucraina. Propone una nuova Riserva di solidarietà per le catastrofi naturali con 4 miliardi di euro all’anno. Insiste inoltre su nuove risorse proprie dell’UE pari a circa 60 miliardi di euro all’anno, con cui si ripagherebbe il debito di NextGenerationEU e si finanzierebbe il bilancio.

La risoluzione è stata approvata con 370 voti a favore, 201 contrari e 84 astensioni. Hanno votato a favore tutti e quattro i gruppi della maggioranza filoeuropea. Il PPE (143 a favore, 13 contrari, 8 astenuti) e il S&D (116 a favore, 8 contrari, 2 astenuti) hanno guidato la relazione e l’hanno sostenuta a larga maggioranza. Anche Renew si è espressa a favore (54 a favore, 7 contrari, 10 astenuti), ma ha registrato il maggior numero di divergenze tra i quattro gruppi. I Verdi/EFA sono stati gli unici a votare in modo del tutto unanime, con tutti i 46 deputati a favore. In questa votazione non si è verificata alcuna collaborazione tra il PPE e l’estrema destra.

I gruppi di estrema destra ECR, PfE ed ESN non hanno sostenuto la relazione, ma solo l’ESN ha votato in modo compatto, con tutti i suoi membri contrari (27 voti). Il PfE si è espresso prevalentemente contro (57 contrari, 18 astenuti). L’ECR si è divisa in due parti uguali: 35 deputati hanno votato contro, 35 si sono astenuti e 5 erano a favore. L’estrema sinistra (The Left) ha votato prevalentemente contro (3 a favore, 32 contrari, 8 astenuti).

Non è stato possibile reperire dichiarazioni specifiche da parte di EPP, S&D o Renew proprio su questa votazione. La loro posizione è quella espressa con il voto. L’S&D persegue da tempo l’obiettivo di un bilancio più consistente: già nel maggio 2025, sul sito web del gruppo, Carla Tavares aveva definito il tetto dell’1% del RNL, valido per l’attuale QFP, un «tetto di vetro». A nome dei Verdi/EFA, il giorno della votazione ha preso posizione il portavoce del gruppo per le questioni di bilancio, Rasmus Andresen, sulla sua pagina personale e non sul sito del gruppo: «Se vogliamo davvero che l’UE regga il confronto con Trump e Putin, dobbiamo rafforzarla» (traduzione di Votemap). Come nuova fonte di finanziamento, propone l’introduzione di una tassa digitale per le grandi aziende tecnologiche.

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