Verifica della gestione finanziaria della Banca europea per gli investimenti

2026-04-28

Il Parlamento europeo ha approvato la relazione annuale sul controllo delle attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti (BEI) per l’anno 2024 con 377 voti a favore, 254 contrari e 31 astensioni. Il PPE ha votato insieme all’ECR e al PfE; anche Renew ha sostenuto la relazione; S&D e Verdi/EFA si sono opposti. Il relatore era Dick Erixon dell’ECR. La risoluzione chiede una revisione contabile esterna più approfondita della banca, la difesa come obiettivo permanente e, per i prestiti al di fuori dell’UE, la presa in considerazione della cooperazione nell’ambito degli accordi di rimpatrio.

Infographic

La Banca europea per gli investimenti (BEI) finanzia progetti sia negli Stati membri che al di fuori dell’UE. La commissione per il controllo dei bilanci (CONT) valuta ogni anno la gestione finanziaria della Banca; la presente relazione non legislativa riguarda l’anno 2024. Il relatore è stato Dick Erixon (ECR).

La risoluzione rileva che i pagamenti della BEI scaduti da oltre 90 giorni sono più che triplicati, passando da 82,4 milioni di euro nel 2023 a 281,3 milioni di euro alla fine del 2024. I finanziamenti destinati alla sicurezza e alla difesa sono aumentati tra il 2023 e il 2024 da 0,5 a 1,04 miliardi di euro e l’Iniziativa strategica europea per la sicurezza della BEI, del valore di 8 miliardi di euro, è destinata a diventare un obiettivo permanente della banca. Le operazioni finanziate con risorse proprie della BEI, che costituiscono oltre i tre quarti del totale, secondo il testo sono in gran parte escluse da una revisione contabile esterna sistematica; la risoluzione chiede pertanto un ruolo più incisivo della Corte dei conti europea. Come esempio di rischio cita il fallimento della società Northvolt (prestito di oltre 942,6 milioni di euro). Per i prestiti al di fuori dell’UE, chiede garanzie in materia di trasparenza, diritti umani e Stato di diritto; al punto 30, inoltre, chiede che si tenga conto della cooperazione sugli accordi di rimpatrio dei migranti.

La risoluzione è stata approvata con 377 voti a favore, 254 contrari e 31 astensioni. Il PPE ha votato insieme all’ECR e al PfE, mentre anche Renew ha sostenuto la relazione. Il PPE si è espresso quasi all’unanimità a favore (163:1:4 – favorevoli, contrari, astenuti), Renew all’unanimità (71:0:0). Tra le formazioni di estrema destra, l’ECR ha votato a favore (71:2:3) e la maggioranza del PfE (59:6:12), mentre l’ESN si è espressa prevalentemente contro (1:24:2). Si sono opposti S&D (5:121:0) e Greens/EFA (2:41:3), così come l’estrema sinistra The Left (1:42:0). I voti dell’estrema destra non sono stati determinanti per l’esito: senza ECR, PfE ed ESN, il rapporto sarebbe stato di 246 a 222 e la risoluzione sarebbe stata comunque approvata.

La maggioranza filoeuropea si è quindi divisa: PPE e Renew a favore, S&D e Verdi/EFA contrari. Il voto parziale più serrato è stato quello sul punto 30 relativo agli accordi di rimpatrio: l’emendamento non è stato approvato con un rapporto di 256:380:17 e il punto è rimasto nel testo. L’emendamento 24, volto ad aggiungere un testo al punto 37, nella sezione dedicata alle attività della BEI al di fuori dell’UE, è stato respinto con 156 voti a favore, 405 contrari e 58 astensioni. Non disponiamo del testo degli emendamenti e pertanto non riportiamo cosa modificassero esattamente.

Nel corso della discussione, il relatore ombra del PPE Dirk Gotink ha osservato che nella relazione si è parlato molto di migrazione e ha esortato i colleghi della sinistra dell’Aula a non farne una questione divisiva. La relatrice ombra del S&D, Carla Tavares, ha obiettato che la relazione sottovaluta il ruolo della BEI come motore di uno sviluppo equilibrato e trascura le priorità sociali e territoriali. Heléne Fritzon (S&D) ha rimproverato al relatore e al suo partito, i Democratici Svedesi, il tentativo di inserire nel testo il maggior numero possibile di critiche a Northvolt e ad altri investimenti «verdi» in Svezia, definendo la questione una «guerra culturale». Billy Kelleher (Renew) ha definito comprensibile l’aumento dei finanziamenti alla difesa, ma ha ammonito a non dimenticare altre priorità a lungo termine. Virginijus Sinkevičius (Greens/EFA) ha chiesto di misurare l’impatto reale degli investimenti, non solo il loro volume. Non abbiamo trovato dichiarazioni ufficiali di Greens/EFA né degli altri gruppi in merito alla votazione. Riportiamo qui di seguito una parafrasi dei discorsi di Tavares, Fritzon e Sinkevičius tratti dagli originali.

Lo stesso giorno, i deputati hanno respinto con 231 voti contro 389 la relazione della stessa commissione sulla tutela degli interessi finanziari dell’UE, presentata da Julien Sanchez (PfE).

Raccogliamo e presentiamo visivamente i dati pubblicamente disponibili nella pagina del Parlamento europeo. Votemap.eu nega qualsiasi responsabilità per possibili incongruenze dei dati o modifiche dopo la pubblicazione.

Le descrizioni sono create utilizzando la traduzione automatica di DeepL. Ci scusiamo per eventuali imperfezioni o inconvenienti.

ee