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Piano pluriennale per la pesca nel Mar Baltico

2026-05-21

La risoluzione sul piano pluriennale per la pesca nel Mar Baltico è stata approvata con 337 voti a favore, 178 contrari e 44 astensioni. La relazione di Isabella Lövin (Verdi/EFA) è stata sostenuta all’unanimità da S&D, Renew e Verdi/EFA, nonché dalla maggioranza del PPE; a discostarsi dalla maggioranza del PPE sono stati soprattutto i deputati della Koalicja Obywatelska polacca e del Partido Popular spagnolo. ECR, PfE ed ESN hanno votato contro. La risoluzione constata che il piano attuale non ha consentito il ripristino degli stock ittici e ne chiede la valutazione e l’eventuale revisione.

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La risoluzione si basa su una relazione d’iniziativa elaborata in seno alla commissione per la pesca dalla relatrice Isabella Lövin (Verdi/EFA). Esso valuta il regolamento del 2016 che ha introdotto un piano pluriennale per gli stock di merluzzo bianco, aringa comune e spratto nel Mar Baltico. La conclusione è critica: secondo il testo, il piano ha raggiunto solo in misura molto limitata i propri obiettivi ecologici e socioeconomici e non è riuscito a riportare gli stock ittici al di sopra del livello di riferimento.

Secondo la risoluzione, gli stock di merluzzo bianco versano in condizioni molto critiche, nonostante la pesca mirata sia stata sospesa dal 2019. Il Mar Baltico si sta riscaldando a un ritmo doppio rispetto alla media globale degli oceani. Il mare è inoltre gravato dall’eutrofizzazione, dall’inquinamento e dai residuati bellici chimici presenti sul fondale.

La risoluzione invita la Commissione e gli Stati membri a passare alla fase di ricostituzione degli stock ittici nell’attuazione del piano. Secondo il testo, il Consiglio dovrà fissare i totali ammissibili di cattura in linea con il principio di precauzione. Per quanto riguarda il merluzzo e lo spratto, si dovrà prendere in considerazione con urgenza l’introduzione di un periodo di fermo per consentire il recupero degli stock. La risoluzione propone inoltre di sospendere, durante la fase di ricostituzione, la pesca con reti a strascico destinata alla produzione di farina di pesce e olio di pesce. La Commissione dovrà istituire un fondo speciale per la ricostituzione e la trasformazione della pesca nel Mar Baltico. Insieme agli Stati membri, dovrà concentrarsi in via prioritaria sul miglioramento della situazione dei piccoli pescatori costieri. Il 92 % delle imbarcazioni nel Mar Baltico è dedicato alla piccola pesca costiera.

La risoluzione affronta anche la questione della Russia. Condanna lo sfruttamento irresponsabile, insostenibile e non scientifico degli stock ittici del Mar Baltico da parte della Russia. Secondo il testo, la Russia fissa unilateralmente quote superiori al livello del rendimento massimo sostenibile. La risoluzione condanna inoltre con forza la crescente presenza della flotta ombra russa, che aumenta il rischio di fuoriuscite di petrolio, e chiede la piena applicazione delle sanzioni nei confronti della Russia.

S&D (97 voti), Renew (65) e Greens/EFA (43) hanno sostenuto la risoluzione senza alcun voto contrario o di astensione. All’interno del PPE si sono registrati 100 voti a favore, 12 contrari e 18 astensioni. Dieci deputati della Koalicja Obywatelska polacca hanno votato contro e altri quattro si sono astenuti. Anche quattordici deputati del Partido Popular spagnolo si sono astenuti. L’ECR (4 a favore, 53 contrari, 9 astenuti), il PfE (0 a favore, 76 contrari, 1 astenuto) e l’ESN (0 a favore, 21 contrari, 3 astenuti), ovvero l’estrema destra, hanno votato contro. L’EPP non ha quindi votato con loro. The Left, ovvero l’estrema sinistra, ha votato in modo diviso: 20 a favore, 9 contrari, 8 astenuti.

La relatrice Isabella Lövin (Verdi/EFA) ha affermato durante la discussione che il compromesso invia alla Commissione e agli Stati membri un messaggio forte e chiaro: il Mar Baltico non può più permettersi di continuare come prima. Il relatore ombra del PPE Niclas Herbst ha definito critica la situazione del Mar Baltico. Ha inoltre apprezzato il fatto che la relatrice abbia fatto proprie anche le posizioni dei conservatori. La relatrice ombra del S&D Sofie Eriksson ha ricordato che gli scienziati descrivono il mare come un paziente malato. Emma Wiesner (Renew) ha sottolineato che è la prima volta che il Parlamento assume una posizione del genere. Le citazioni sono state tradotte dall’inglese, dal tedesco e dallo svedese.

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