La definizione di stupro nell'UE basata sul consenso

2026-04-28

La risoluzione invita la Commissione europea a proporre senza indugio una definizione di stupro valida in tutta l’Unione, basata sul consenso liberamente espresso. È stata approvata con 447 voti a favore, 160 contrari e 43 astensioni. È stata sostenuta da tutti e quattro i gruppi della maggioranza filoeuropea (PPE, S&D, Renew e Verdi/EFA) e da La Sinistra. La maggioranza dei deputati dell’ECR, del PfE e dell’ESN si è espressa contro; una parte dei deputati dell’ECR e del PfE si è astenuta. In alcune votazioni parziali, tuttavia, l’EPP si è distanziata dagli altri tre gruppi.

Infographic

La risoluzione è stata elaborata congiuntamente dalle commissioni LIBE (libertà civili) e FEMM (diritti delle donne e uguaglianza di genere); le relatrici sono state Evin Incir e Joanna Scheuring-Wielgus (entrambe del gruppo S&D). Richiesta principale: la Commissione deve proporre senza indugio un atto legislativo che introduca in tutta l’UE una definizione di stupro basata sul consenso liberamente espresso, informato e revocabile, ai sensi dell’articolo 36 della Convenzione di Istanbul.

La risoluzione afferma espressamente che il silenzio, l’assenza di resistenza o la mancanza di un «no» non costituiscono consenso. Sottolinea inoltre la necessità di riconoscere le reazioni al trauma, come il «congelamento», ovvero la paralisi involontaria causata dalla paura, o il tentativo di placare l’autore del reato per evitare che la violenza si intensifichi, e che ciò debba riflettersi sia nella normativa che nella prassi giudiziaria. La Commissione dovrà inoltre proporre l’inclusione della violenza di genere tra i reati dell’UE ai sensi dell’articolo 83 del TFUE e, entro il 2026, emanare linee guida sull’educazione alla sessualità e alle relazioni basate sul consenso. La risoluzione invita gli Stati membri a modificare i termini di prescrizione, poiché spesso le vittime riescono a identificare o denunciare il reato solo a distanza di tempo.

La risoluzione è stata approvata con 447 voti a favore, 160 contrari e 43 astensioni. L’EPP ha votato con 146 voti a favore, 6 contrari e 11 astenuti; S&D (125), Renew (70) e Greens/EFA (46) si sono espressi all’unanimità a favore. Anche La Sinistra ha votato a favore (42 a favore, 1 astenuto). L’ECR, il PfE e l’ESN si sono opposti, ma non all’unanimità: nell’ECR 60 contrari, 10 astenuti e 4 favorevoli; nel PfE 63 contrari e 13 astenuti; nell’ESN 24 contrari e 1 astenuto.

I gruppi della maggioranza filoeuropea si sono trovati d’accordo sul nucleo della richiesta. La relatrice ombra Verena Mertens (PPE) ha affermato che l’UE ha bisogno di una definizione chiara e comparabile di stupro basata sul consenso liberamente espresso e che la mancanza di resistenza non deve mai essere interpretata come consenso. Arba Kokalari (PPE) ha aggiunto che la protezione dallo stupro non dovrebbe dipendere dal paese dell’UE in cui vive una donna. «Il sesso senza consenso è stupro», ha affermato Anna-Maja Henriksson (Renew); Abir Al-Sahlani (Renew) ha ricordato che la maggior parte degli stupri è commessa da qualcuno che la vittima conosce, in casa e senza violenza fisica. Diana Riba i Giner (Greens/EFA) ha sintetizzato la posizione con lo slogan «Solo sì significa sì». Secondo un comunicato stampa dei Verdi/EFA, il gruppo ha fatto inserire nel testo la formazione obbligatoria degli operatori del settore e un riferimento alla «cultura dello stupro». Il gruppo S&D, di cui fanno parte entrambe le relatrici, ha votato all’unanimità a favore; non disponiamo però di una sua dichiarazione ufficiale su questa votazione nei documenti di riferimento.

Sul testo si è svolta una serie di 29 votazioni per appello nominale su singole parti e proposte di emendamento. La proposta di risoluzione alternativa, che avrebbe dovuto sostituire la relazione delle commissioni, è stata sostenuta da ECR, PfE ed ESN; EPP, S&D, Renew, Greens/EFA e The Left si sono opposti e la proposta è stata respinta in due votazioni (179 a 457 e 180 a 455). Non disponiamo, nei documenti di riferimento, delle informazioni su chi l’abbia formalmente presentata né sul suo contenuto esatto.

Con il margine più stretto, 312 a 321, non è stato approvato l’emendamento n. 6 al punto 21: l’EPP (23 a favore, 141 contrari) ha votato insieme a ECR, PfE ed ESN contro, mentre S&D, Renew, Greens/EFA e The Left hanno votato a favore. L’emendamento n. 4 alla motivazione di AL è invece stato approvato con 316 voti a favore e 298 contrari, sebbene la maggioranza dell’EPP (15 a favore, 147 contrari) nonché l’ECR e il PfE fossero contrari. Non disponiamo del testo degli emendamenti nei documenti di riferimento, pertanto non lo riportiamo.

Raccogliamo e presentiamo visivamente i dati pubblicamente disponibili nella pagina del Parlamento europeo. Votemap.eu nega qualsiasi responsabilità per possibili incongruenze dei dati o modifiche dopo la pubblicazione.

Le descrizioni sono create utilizzando la traduzione automatica di DeepL. Ci scusiamo per eventuali imperfezioni o inconvenienti.

fi