Mais geneticamente modificato MON 87460: opposizione al rinnovo dell’autorizzazione all’importazione al Parlamento europeo

2026-09-16

Il Parlamento, con 433 voti a favore, 159 contrari e 10 astensioni, ha invitato la Commissione europea a non rinnovare l’autorizzazione all’importazione del mais geneticamente modificato MON 87460 destinato all’alimentazione umana e animale – non si tratta della coltivazione nell’UE. La proposta è stata sostenuta da S&D, Renew e Greens/EFA, mentre la maggioranza dell’EPP ha votato a favore del mantenimento dell’autorizzazione; agli oppositori dell’importazione si sono aggiunti anche ECR, PfE, ESN e The Left. Ha votato l’84 % dei deputati. La risoluzione non è giuridicamente vincolante per la Commissione.

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Mercoledì 16 settembre 2026 il Parlamento europeo si è opposto al piano della Commissione europea di rinnovare l’autorizzazione all’importazione del mais geneticamente modificato MON 87460 destinato all’alimentazione umana e animale. Non si tratta di un'autorizzazione alla coltivazione di questo mais nei campi dell'Unione: tale attività è stata esclusa dall'autorizzazione sin dalla sua prima concessione nel 2015 e rimane esclusa anche nella richiesta di rinnovo presentata dal produttore Bayer CropScience. L’EFSA ha tuttavia raccomandato il rinnovo, affermando di non aver riscontrato nuovi rischi rispetto alla valutazione originaria.

Il Parlamento non ha deliberato sulla questione come se si trattasse di una propria legge, ma sotto forma di opposizione ai sensi dell’articolo 115 del regolamento interno – uno strumento con cui può esprimere il proprio disaccordo su quanto la Commissione sta preparando nell’ambito della cosiddetta comitatologia. A favore dell’obiezione hanno votato 433 deputati, contro 159, mentre altri 10 si sono astenuti; alla votazione ha partecipato l’84% dei 717 seggi occupati.

Dietro a questo dato si nasconde una ripartizione che merita attenzione. S&D e Verdi/EFA hanno votato a favore dell’obiezione con una netta maggioranza, mentre Renew solo con un leggero vantaggio: il gruppo era di fatto diviso a metà. L’EPP è invece l’unico dei quattro grandi gruppi filoeuropei in cui la maggioranza ha votato in senso opposto – contro l’obiezione, ovvero a favore del mantenimento in vigore dell’autorizzazione all’importazione; una minoranza di deputati dell’EPP si è tuttavia unita agli altri tre gruppi.

Al fronte a sostegno dell’obiezione si sono aggiunti anche ECR, PfE, ESN e The Left – tutti hanno votato prevalentemente contro il ripristino delle importazioni. Non si è trattato, tuttavia, del solito schema in cui il PPE vota insieme all’estrema destra: in questo caso, al contrario, la maggioranza del PPE si è trovata al di fuori di questa ampia coalizione, dalla parte opposta rispetto a ECR, PfE ed ESN.

La proposta di risoluzione non ha né un relatore né un relatore ombra – per le obiezioni ai sensi dell’articolo 115 tale ruolo non esiste. Il testo è stato cofirmato da quattro deputati di diversi gruppi (PPE, S&D, Verdi/EFA e La Sinistra); Renew non figurava tra i coautori, sebbene la maggioranza dei suoi deputati abbia votato a favore dell’obiezione durante la votazione vera e propria.

La risoluzione adottata è un appello politico, non un veto. Non è giuridicamente vincolante per la Commissione e in passato obiezioni simili del Parlamento non hanno dissuaso la Commissione: finora l’autorizzazione degli OGM è stata sempre concessa, nonostante le ripetute proteste del Parlamento. Il rinnovo dell’autorizzazione sarà infine deciso dal meccanismo di comitatologia: il voto dei rappresentanti degli Stati membri in seno al comitato permanente, o eventualmente al comitato di appello, e se lì non si raggiunge una maggioranza qualificata contraria, la Commissione potrà rilasciare l’autorizzazione a propria discrezione. In risoluzioni analoghe, il Parlamento chiede da tempo anche una riforma di questo processo decisionale – finora senza esito.

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