Le principali linee guida delle politiche occupazionali degli Stati membri

2026-10-21

Le linee guida principali delle politiche occupazionali vengono adottate dal Consiglio, mentre il Parlamento esprime il proprio parere in merito. La risoluzione, che integra tali orientamenti con il lavoro di qualità, l’alloggio accessibile e l’obiettivo di sradicare la povertà entro il 2035, è stata approvata con 434 voti a favore, 212 contrari e 23 astensioni. È stata sostenuta dal PPE, dall’S&D, da Renew e dai Verdi/EFA, ovvero dalla maggioranza filoeuropea, nonché da The Left. Ha votato contro l’estrema destra dell’ECR, del PfE e dell’ESN.

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Gli orientamenti generali in materia di occupazione vengono adottati dal Consiglio dell’UE mediante una decisione. Essi indicano la direzione che gli Stati membri devono seguire nelle loro politiche occupazionali. La proposta è presentata dalla Commissione; quella attuale porta il numero COM(2026)0510. Il Parlamento non partecipa al processo decisionale relativo alle linee guida. Si tratta di una consultazione ai sensi dell’articolo 148, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea: il Consiglio deve ascoltare il Parlamento, ma i suoi emendamenti non sono giuridicamente vincolanti e il testo definitivo viene adottato dal Consiglio stesso. La risoluzione è quindi un’espressione di posizione, non una normativa definitiva.

La relazione è stata elaborata in seno alla Commissione per l’occupazione e gli affari sociali (EMPL) dalla relatrice Li Andersson (The Left, Finlandia). I relatori ombra provenivano da tutti e quattro i gruppi della maggioranza filoeuropea.

La risoluzione è stata approvata con 434 voti a favore, 212 contrari e 23 astensioni. Il PPE ha votato a larga maggioranza a favore (157 a favore, 12 contrari, 1 astensione), mentre il S&D ha votato a stragrande maggioranza a favore (124 a favore, 2 contrari, 4 astensioni). Tra questi quattro gruppi, Renew è stato quello meno compatto: 55 voti a favore, 16 contrari e 3 astenuti. I Verdi/EFA hanno votato all’unanimità a favore, con tutti i 46 votanti. Anche l’estrema sinistra di The Left si è espressa a favore (39 a favore, 4 astenuti).

Contro si è schierata l’estrema destra: ECR con 75 voti contrari e 1 astensione, PfE con 73 voti contrari e 7 astensioni ed ESN con tutti i 24 voti contrari. L’EPP non si è unita a loro in questa votazione.

Il testo approvato contiene 33 emendamenti al testo della Commissione e riscrive la maggior parte degli orientamenti principali. I principali cambiamenti sono i seguenti.

Qualità del lavoro. All’obiettivo di una forza lavoro qualificata si sono aggiunti quelli di posti di lavoro di qualità e del miglioramento delle condizioni di lavoro. Il testo fa riferimento alla direttiva sui salari minimi adeguati (UE) 2022/2041 e alla direttiva sulla trasparenza retributiva e sulla parità retributiva tra donne e uomini (UE) 2023/970. Chiede che gli Stati membri le recepiscano integralmente nella propria legislazione.

Alloggio. L’accesso a un alloggio dignitoso, sostenibile e accessibile, compresi gli alloggi pubblici e sociali, è ora considerato una delle condizioni per le pari opportunità. La perdita della residenza principale a seguito di un’esecuzione forzata deve rappresentare solo una soluzione estrema. Per quanto riguarda i senzatetto, il testo sostiene il principio «housing first».

Povertà e pensioni. Oltre agli obiettivi dell’UE per il 2030, è stato aggiunto l’obiettivo di sradicare la povertà entro il 2035. Particolare attenzione va riservata alle famiglie monoparentali, composte per lo più da donne, nonché alle donne anziane, alle migranti e alle donne con disabilità. Per quanto riguarda le pensioni, il testo mira a ridurre il divario tra le pensioni delle donne e quelle degli uomini, tra l’altro tenendo conto del congedo di maternità e parentale, e a garantire pensioni al di sopra della soglia di povertà.

Clima e coesione. Il testo fa riferimento al Fondo per una transizione equa e al prossimo quadro finanziario pluriennale. Intende proteggere i lavoratori dai rischi climatici, quali ondate di calore e inondazioni, e coinvolgere le persone con disabilità e i rom nell’utilizzo dei fondi. Il Pilastro europeo dei diritti sociali viene descritto come uno «scudo sociale».

Un nuovo punto introduttivo ricorda che il Parlamento, già nelle risoluzioni del 2015, 2018, 2020, 2022, 2024 e 2025 aveva chiesto di partecipare alla definizione degli orientamenti generali su un piano di parità con il Consiglio.

La risoluzione invita la Commissione a modificare la proposta in base agli emendamenti. Chiede al Consiglio di informare il Parlamento qualora intenda discostarsi dal testo approvato e di consultarlo nuovamente qualora modifichi in modo sostanziale la proposta. La forma definitiva degli orientamenti generali sarà decisa dal Consiglio.

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