Proroga degli obblighi relativi alle emissioni di metano nel settore energetico

2026-10-22

La proposta della Commissione di rinviare di due o tre anni parte degli obblighi previsti dal regolamento sulle emissioni di metano nel settore energetico è stata approvata con 341 voti a favore, 225 contrari e 6 astensioni. È stata approvata grazie ai voti dell’ECR, del PfE e dell’ESN, ovvero dell’estrema destra, con cui ha votato anche il PPE. L’S&D e i Verdi/EFA si sono opposti, mentre Renew si è divisa: PPE, S&D, Renew e Verdi/EFA, ovvero la maggioranza filoeuropea, si sono trovati su posizioni divergenti. Anche The Left (estrema sinistra) ha votato contro.

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Il regolamento (UE) 2024/1787 limita le emissioni di metano nel settore energetico, ovvero nell’estrazione e nel trasporto di petrolio, gas naturale e carbone. La proposta della Commissione, oggetto della votazione, posticipa alcune delle sue scadenze. Le relazioni sulle misurazioni delle emissioni direttamente alla fonte dovranno essere presentate con tre anni di ritardo: per gli impianti in esercizio entro il 5 febbraio 2030 anziché entro il 5 febbraio 2027, per gli impianti non in esercizio entro il 5 agosto 2031 anziché entro il 5 agosto 2028. Di due anni, dal 31 maggio 2029 al 31 maggio 2031, viene posticipato l’obbligo per gli importatori di petrolio, gas e carbone di dimostrare che i combustibili importati sono soggetti a un regime equivalente di monitoraggio, rendicontazione e verifica delle emissioni, e di riportare i risultati di tale impegno. Vengono inoltre rinviate di due anni, al 5 agosto 2031, le relazioni sull’intensità di metano della produzione, sia per i produttori dell’Unione che per gli importatori.

La proroga totale non riguarda il petrolio, il gas e il carbone provenienti da paesi terzi ai quali l’UE ha imposto sanzioni. Per questi ultimi, gli obblighi entreranno in vigore prima, rispettivamente nel 2028 e nel 2030. Il testo adottato fa espressamente riferimento al regolamento (UE) 2026/261 sull’esclusione del gas russo. Entro il 1° luglio 2029 la Commissione dovrà presentare al Parlamento e al Consiglio una relazione sull’attuazione del regolamento. La modifica entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione, anziché il ventesimo giorno.

La proposta è stata votata con procedura d’urgenza ai sensi dell’articolo 170 del regolamento. La Commissione ha pubblicato la proposta il 14 ottobre 2026; il giorno successivo uno dei gruppi politici ha richiesto la procedura d’urgenza e il 19 ottobre la proposta è stata deferita alle commissioni ENVI e ITRE. Le commissioni non hanno elaborato una relazione e l’Aula ha votato direttamente sulla proposta della Commissione. Non è stato quindi nominato alcun relatore.

Hanno votato a favore 341 deputati, contro 225 e 6 si sono astenuti. Il PPE ha votato a favore con un rapporto di 140 a 1. A favore hanno votato anche l’ECR (66 voti), il PfE (70) e l’ESN (21), tutti e tre senza alcun voto contrario o di astensione. Senza i voti di ECR, PfE ed ESN, ovvero dell’estrema destra, la proposta avrebbe ottenuto 184 voti contro 225 e non sarebbe stata approvata. Il rinvio è stato quindi approvato grazie ai loro voti.

L’S&D ha votato in maggioranza contro: 91 deputati contrari, 7 a favore, 4 astenuti. I Greens/EFA si sono opposti con tutti i loro 46 voti. Renew ha votato in modo diviso: 25 deputati a favore, 40 contrari e 2 astenuti. Ricordiamo che astenersi non significa votare contro: chi si è astenuto non ha sostenuto la proposta, ma non l’ha nemmeno respinta. PPE, S&D, Renew e Verdi/EFA, ovvero la maggioranza filoeuropea, si sono divisi in questa votazione. Il rinvio è stato sostenuto dall’EPP, mentre una parte di Renew, S&D e Greens/EFA si è opposta. Hanno votato contro anche tutti i deputati presenti di The Left (estrema sinistra), per un totale di 37.

A nome del PPE, Dimitris Tsiodras (PPE), membro della commissione ENVI, ha difeso la proroga. In un comunicato stampa del proprio gruppo, ha definito la votazione un passo importante verso un’attuazione più realistica ed efficace del regolamento sul metano, aggiungendo: «Non stiamo sospendendo il regolamento sul metano, ma stiamo garantendo che possa essere attuato in modo efficace».

I Verdi/EFA avevano già criticato in precedenza i tentativi di sospendere il regolamento sul metano. Jutta Paulus (Greens/EFA) ha affermato il 6 ottobre 2026 che la sospensione non porterà più gas nell’UE né ridurrà i costi di riscaldamento. Secondo lei, la Commissione non deve cedere alle pressioni dell’industria petrolifera e del gas.

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