Bilancio dell'UE 2024: approvazioni e proroga per il Consiglio

2026-04-29

Il Parlamento ha concesso il discarico per il bilancio dell’UE 2024 alla Commissione, a se stesso, alla Corte dei conti, al SEAE, al CESE e all’Ufficio del procuratore europeo. Ha rinviato il discarico al Consiglio, poiché rifiuta di collaborare con esso; la risoluzione relativa al Consiglio è stata approvata con 432 voti a favore, 160 contrari e 65 astensioni. Il PPE, il S&D, Renew e i Verdi/EFA, ovvero la maggioranza filoeuropea, si sono divisi solo sulla risoluzione relativa alla Corte dei conti, dove il PPE ha votato insieme all’ECR. Il paragrafo sui fondi dell’UE destinati alle organizzazioni non governative a Gaza è stato approvato grazie ai voti dell’ECR e del PfE.

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Ogni anno il Parlamento conclude il controllo sulla gestione finanziaria delle istituzioni dell’UE con il discarico. Si vota due volte: sulla decisione di concedere o rinviare il discarico e sulla risoluzione contenente le osservazioni. Ad eccezione della Commissione, le decisioni sono state votate per alzata di mano senza registrazione dei singoli voti; i numeri riportati di seguito si riferiscono quindi alle risoluzioni, salvo diversa indicazione.

Hanno ottenuto il discarico la Commissione, il Parlamento, la Corte dei conti europea, il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), il Comitato economico e sociale europeo (CESE) e l’Ufficio del procuratore pubblico europeo (EPPO). Cinque relazioni, compresa quella sul Consiglio, sono state preparate dal relatore Tridico di The Left, ovvero l’estrema sinistra; la relazione sulla Commissione da Freund (Greens/EFA) e quella sul Parlamento da Gerbrandy (Renew).

Il PPE, il S&D, Renew e i Verdi/EFA, ovvero la maggioranza filoeuropea, hanno votato quasi all’unanimità a favore di sei delle sette risoluzioni, e nella maggior parte dei casi anche La Sinistra si è schierata con loro. Nessuno dei quattro gruppi si è espresso separatamente sulle risoluzioni di discarico. Tra ECR, PfE ed ESN, ovvero l’estrema destra, PfE ed ESN si sono opposti a queste sei risoluzioni. L’ECR ha votato contro per la Commissione, il CESE e la Procura europea (EPPO), mentre per il SEAE (67 su 80) e il Parlamento (69 su 81) si è per lo più astenuta. Le risoluzioni sono state approvate con i seguenti risultati: a favore : contrari : astenuti: Commissione 418 : 207 : 14, Parlamento 441 : 131 : 81, EEAS 429 : 145 : 76, CESE 478 : 146 : 27, EPPO 454 : 161 : 29.

Il Parlamento ha rinviato il discarico al Consiglio europeo e al Consiglio per l’esercizio 2024. La risoluzione in merito è stata approvata con 432 voti a favore, 160 contrari e 65 astensioni. Il Parlamento constata che il Consiglio continua a rifiutarsi di collaborare con il Parlamento nel controllo del proprio bilancio e che, per questo motivo, dal 2009 il Parlamento gli ha ripetutamente negato il discarico, da ultimo per l’esercizio 2023. Il 3 ottobre 2025 il Segretariato del Consiglio ha nuovamente comunicato che non avrebbe risposto al questionario del Parlamento né avrebbe partecipato all’audizione del 6 novembre 2025. Hanno votato a favore il PPE (150 a favore, 13 astenuti), S&D, Renew, Verdi/EFA e La Sinistra, mentre PfE ed ESN si sono opposti all’unanimità. L’ECR si è divisa: 46 deputati si sono astenuti, 32 erano contrari e 3 a favore.

Il voto sul discarico alla Commissione si è svolto per via elettronica, ma senza registrazione nominativa: il discarico è stato approvato con 389 voti a favore, 255 contrari e 3 astenuti. Il fulcro della risoluzione sulla Commissione è lo Stato di diritto. Critica l’Ungheria per i persistenti problemi nel settore della giustizia e dei media e ricorda il ricorso presentato dal Parlamento dinanzi alla Corte di giustizia contro la decisione della Commissione del 13 dicembre 2023 di sbloccare i fondi sospesi. Per quanto riguarda la Slovacchia, si rileva con preoccupazione che nella seconda metà del 2024 il Paese abbia abolito le unità specializzate nella lotta alla corruzione, l’Agenzia nazionale di polizia criminale e l’Ufficio della procura speciale. A causa della mancanza di dati sui beneficiari finali dei fondi dello Strumento per la ripresa e la resilienza, secondo la risoluzione la Commissione dovrebbe avviare un procedimento contro gli Stati membri; qualora non lo facesse, il Parlamento valuterà tutte le misure, compreso il ricorso.

L’unica spaccatura nella maggioranza filoeuropea è stata causata dalla risoluzione sulla Corte dei conti europea (343 : 160 : 150). Il PPE e Renew hanno votato all’unanimità a favore, l’S&D contro (115 su 124) e i Verdi/EFA si sono astenuti (38 su 45), così come La Sinistra. L’EPP ha votato insieme all’ECR, di cui 52 deputati erano a favore e 27 si sono astenuti; PfE si è divisa e l’ESN era contraria. La risoluzione sarebbe stata approvata anche senza i voti dell’ECR e di PfE.

Il paragrafo 78, inserito tramite un emendamento, è stato oggetto di controversia. Esorta la Corte dei conti a redigere una relazione speciale sui fondi dell’UE destinati alle organizzazioni non governative attive in relazione a Gaza e alle organizzazioni coinvolte nella redazione dei libri di testo palestinesi, affinché i fondi dell’UE non vengano dirottati, nemmeno indirettamente, verso organizzazioni terroristiche. Questa parte dell’emendamento è stata approvata con 350 voti a favore, 269 contrari e 24 astenuti grazie ai voti dell’ECR (81) e del PfE (71): a favore ha votato il PPE (162) insieme a questi due gruppi di estrema destra; senza di loro la proposta non sarebbe stata approvata. L’ESN si è in gran parte astenuta. Contrari sono stati S&D, Greens/EFA, Renew e The Left. Il motivo per cui S&D ha respinto l’intera risoluzione e Greens/EFA si è astenuta non è stato spiegato dai gruppi nelle fonti disponibili.

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