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Alfabetizzazione mediatica e apprendimento digitale

2026-07-07

La risoluzione sulla nuova strategia per l’alfabetizzazione mediatica e l’apprendimento digitale è stata approvata con 447 voti a favore, 128 contrari e 78 astensioni. A sostenerla sono stati il PPE, l’S&D, Renew e i Verdi/EFA, ovvero tutti e quattro i gruppi della maggioranza filoeuropea, oltre a La Sinistra. L’ESN ha votato contro, il PfE prevalentemente contro, mentre l’ECR si è in gran parte astenuto. Il testo chiede che l’alfabetizzazione mediatica sia insegnata in tutti i livelli del sistema educativo, che venga valutato un approccio unico a livello UE all’uso dei social network adeguato all’età e invita con urgenza le piattaforme online di grandi dimensioni ad adottare misure conformi al DSA.

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La risoluzione non ha valore giuridico vincolante. È stata elaborata di propria iniziativa dal Parlamento europeo (procedura 2025/2181(INI)) sulla base della relazione della commissione per la cultura e l’istruzione, redatta dal relatore Marcos Ros Sempere (S&D). Indica quali azioni dovrebbero intraprendere la Commissione europea, gli Stati membri e le piattaforme online.

Il testo parte dal presupposto che il 97 % dei giovani nell’UE utilizzi Internet quotidianamente e che, per le persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni, i social network stiano diventando la principale fonte di informazione. L’insegnamento dell’alfabetizzazione mediatica varia tuttavia notevolmente tra gli Stati membri, sia nei programmi scolastici che nei finanziamenti. La risoluzione lo collega alla resilienza alla disinformazione e alla manipolazione delle informazioni da parte di soggetti esteri, in particolare in occasione delle elezioni.

Invita la Commissione a valutare e, se del caso, a proporre un approccio unico a livello dell’Unione in merito all’uso delle piattaforme online, in particolare dei social network, adeguato all’età, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali. Deve inoltre proporre modifiche alla direttiva sui servizi di media audiovisivi che estendano le norme relative ai contenuti mediatici agli influencer e ai creatori di contenuti e garantiscano un'efficace etichettatura dei contenuti creati o modificati dall’intelligenza artificiale, nonché dei contenuti sponsorizzati a fini commerciali. Dovrà inoltre valutare l’impatto dei dispositivi digitali e degli strumenti di IA nelle scuole e, se necessario, proporre misure che potrebbero includere restrizioni mirate o divieti, in particolare nell’istruzione prescolare. L’alfabetizzazione mediatica dovrà beneficiare di un finanziamento stabile da parte dell’UE, tra l’altro attraverso il programma AgoraEU attualmente in fase di elaborazione.

Si invitano gli Stati membri a integrare l’alfabetizzazione mediatica nei programmi educativi per le diverse fasce d’età e a vigilare efficacemente sul rispetto degli obblighi in materia da parte delle piattaforme di condivisione video; si incoraggiano inoltre la formazione continua degli insegnanti e dei bibliotecari. Secondo il testo, le politiche in materia di alfabetizzazione mediatica devono rispettare pienamente la libertà di espressione e il pluralismo dei media.

La risoluzione si rivolge con particolare enfasi alle piattaforme online di grandi dimensioni. Le esorta con urgenza a introdurre misure di mitigazione ragionevoli, proporzionate ed efficaci contro i rischi sistemici derivanti dall’abuso della scarsa alfabetizzazione mediatica degli utenti, in particolare dei minori, come richiesto dal regolamento sui servizi digitali (DSA). Insiste affinché effettuino valutazioni d’impatto e analizzino in che modo la progettazione dei loro servizi influisca sulla capacità degli utenti di interagire con i contenuti; tali valutazioni devono essere indipendenti e accessibili al pubblico. Il testo non menziona né piattaforme specifiche né Stati.

La risoluzione è stata approvata con 447 voti a favore, 128 contrari e 78 astensioni. Il PPE (169 a favore, 4 astenuti), S&D (127 a favore), Renew (71 a favore, 3 astenuti) e Verdi/EFA (48 a favore, 1 astenuto) hanno votato a favore, pertanto la risoluzione è stata sostenuta dall’intera maggioranza filoeuropea. Non si è tenuta una discussione separata sul punto in plenaria.

Anche The Left (29 a favore, 2 astenuti), ovvero l’estrema sinistra, ha votato a favore. L’ESN ha votato all’unanimità contro (25 voti), il PfE prevalentemente contro (58 contrari, 17 astenuti) e l’ECR si è in gran parte astenuto (41 astenuti, 29 contrari). L’estrema destra non ha quindi agito in modo compatto. L’EPP non ha votato con essa in questa votazione.

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