I diritti delle donne al vertice delle Nazioni Unite (CSW70): il Parlamento europeo ha votato con 340 voti a favore, 141 contrari e 68 astensioni; i gruppi democratici hanno votato all’unanimità a favore, mentre l’estrema destra si è opposta

2026-02-12

Il Parlamento europeo ha adottato una raccomandazione al Consiglio in vista della 70ª sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione delle donne (CSW70), in cui chiede una maggiore protezione dalla violenza di genere, il sostegno a UN Women a seguito dei tagli statunitensi e il coinvolgimento del Parlamento nella definizione della posizione dell’Unione europea in occasione della CSW70. Hanno votato a favore S&D, Renew e Greens/EFA all’unanimità, l’EPP a maggioranza, ma con quasi un quinto di astensioni. ECR, PfE ed ESN si sono espressi contro. Risultato: 340 a favore, 141 contrari, 68 astenuti.

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Giovedì 12 febbraio 2026, a Strasburgo, il Parlamento europeo ha adottato una raccomandazione al Consiglio dell’UE sulle priorità per la 70ª sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione delle donne (CSW70). La relazione è stata redatta dalla relatrice Lina Gálvez (S&D); le relatrici e i relatori ombra provenivano da tutti e quattro i gruppi democratici — Maria Walsh (PPE), Heléne Fritzon (S&D), Lucia Yar (Renew) e Mélissa Camara (Verdi/EFA) — nonché dall’ECR e dal PfE.

La raccomandazione chiede al Consiglio di promuovere, in occasione della CSW70, l’integrazione dei diritti delle donne e delle ragazze in tutte le politiche esterne dell’UE — commerciali, di sviluppo e diplomatiche — con particolare attenzione all’accesso alla giustizia; la difesa del mandato e dei finanziamenti di UN Women, compresa la compensazione delle perdite dovute ai tagli agli aiuti allo sviluppo statunitensi (USAID); misure più incisive contro la violenza di genere, comprese le sue forme online – condivisione non consensuale di immagini intime, deepfake e cybermolestie; una definizione di stupro basata sul consenso (consent-based) come standard globale; il riconoscimento dell’apartheid di genere come crimine contro l’umanità ai sensi dello Statuto di Roma; e il pieno coinvolgimento del Parlamento e della commissione per i diritti delle donne (FEMM) nella definizione della posizione dell’UE in seno alla CSW.

La relazione è stata approvata con 340 voti a favore, 141 contrari e 68 astensioni. Dietro questo risultato c’è il consenso del centro democratico: il gruppo S&D ha votato all’unanimità a favore (105:0, un’astensione), così come all’unanimità Renew Europe (59:0, due astensioni) e i Verdi/EFA (41:0, nessuna astensione). L’EPP ha sostenuto la relazione a maggioranza, ma in modo meno unanime: 93 voti a favore, 15 contrari e 25 astenuti, il che significa che quasi un quinto dei deputati del gruppo non si è schierato apertamente da nessuna delle due parti. Complessivamente, i quattro gruppi democratici contavano 341 deputati votanti — più di quanto fosse necessario per l’approvazione, indipendentemente dalla posizione dell’estrema destra.

Hanno votato contro l’ECR (2:57, tre astenuti), i Patrioti per l’Europa (PfE, 0:39) e l’Europa delle Nazioni Sovrane (ESN, 0:24). Nel caso di PfE, tuttavia, l’immagine di unità è fuorviante: dei 66 deputati votanti del gruppo, 27, ovvero oltre il 40 per cento, si sono astenuti e solo 39 hanno votato attivamente contro, nessuno a favore. La posizione effettiva del gruppo era quindi più che altro divisa tra opposizione e riserva piuttosto che un rifiuto unanime. ECR, PfE ed ESN si sono schierati all’unanimità contro la relazione in questa votazione.

La relatrice ombra di Renew Europe, Lucia Yar, ha commentato la relazione affermando: «Justice is the difference between rights on paper and rights in real life» (La giustizia è la differenza tra i diritti sulla carta e i diritti nella vita reale). Secondo il comunicato stampa di Renew Europe del 12 febbraio, il gruppo ha insistito sull’importanza dell’accesso all’assistenza legale, ai servizi per le vittime, al risarcimento da parte degli autori dei reati e alla protezione delle persone in fuga dalle persecuzioni. S&D, nel proprio comunicato stampa che cita la relatrice Gálvez e la relatrice ombra Fritzon, ha aggiunto, in merito alla relazione, che il Parlamento chiede un approccio deciso da parte dell’UE nella lotta contro la violenza di genere e nella difesa dell’uguaglianza delle donne in tutto il mondo.

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