Facebook

Il ruolo degli agricoltori nella filiera alimentare

2026-06-16

Gli agricoltori devono fornire i propri prodotti agli acquirenti esclusivamente sulla base di un contratto scritto, e non solo nel settore lattiero-caseario. L’accordo con il Consiglio che introduce questa norma è stato sostenuto da 560 deputati, mentre 75 si sono opposti e 25 si sono astenuti. A favore hanno votato PPE, S&D e Renew, mentre i Verdi/EFA si sono espressi contro a stragrande maggioranza: la maggioranza filoeuropea si è quindi divisa. Il PPE ha votato insieme a ECR, PfE ed ESN, ovvero con l’estrema destra; i loro voti non sono stati determinanti per l’esito.

Infographic

Vengono modificati i tre regolamenti su cui si fonda la politica agricola comune dell’UE, in modo da garantire agli agricoltori una posizione più forte nei confronti degli acquirenti. Si tratta del regolamento relativo all’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e di due regolamenti sui piani strategici e sul finanziamento della politica agricola comune. La proposta è stata presentata dalla Commissione europea nel 2024. La relatrice del Parlamento europeo è stata Céline Imart (PPE).

Si è votato sull’accordo preliminare raggiunto dai negoziatori del Parlamento e del Consiglio il 5 marzo 2026 nel cosiddetto trilogo, ovvero nella fase finale dei negoziati tra le due istituzioni. L’accordo è stato prima approvato dalla commissione per l’agricoltura (AGRI). L’Aula ha poi votato l’accordo nel suo complesso, con un’unica votazione per appello nominale e senza discussione. Con lettera del 23 marzo 2026, il Consiglio si è impegnato ad approvare la posizione del Parlamento. Lo ha fatto il 29 giugno 2026 e le nuove norme sono state pubblicate il 29 luglio 2026 nella Gazzetta ufficiale dell’UE come regolamento (UE) 2026/1739.

Il fulcro dell’accordo è costituito dai contratti scritti. Secondo il testo adottato, l’obbligo di stipularli non si applica solo al latte, ma anche ad altri settori agricoli. Gli Stati membri possono concedere deroghe, ad esempio quando il primo acquirente è una microimpresa o una piccola impresa, quando il pagamento avviene immediatamente alla consegna o al più tardi entro tre giorni lavorativi, oppure nel caso di prodotti per i quali sono già in vigore altri meccanismi di trasferimento dei prezzi. Già la proposta della Commissione prevedeva che i contratti di durata superiore a sei mesi contenessero una clausola di revisione, grazie alla quale l’agricoltore o l’organizzazione di produttori possa richiedere un ricalcolo del prezzo.

L’accordo non introduce un prezzo minimo fisso. L’accento è posto sul fatto che gli agricoltori ricevano un prezzo che essi stessi ritengono equo e adeguato e che il calcolo del prezzo finale nel contratto sia trasparente e prevedibile. Per le controversie contrattuali, gli Stati membri devono garantire la mediazione o un meccanismo equivalente, anche ricorrendo a meccanismi già esistenti. Viene inoltre rafforzato il ruolo delle organizzazioni di produttori. Le denominazioni «carne bovina», «coscia» o «pancetta» rimangono riservate ai prodotti che contengono effettivamente carne proveniente dagli animali specificati.

L’accordo è stato sostenuto da 560 deputati, 75 hanno votato contro e 25 si sono astenuti. A favore hanno votato a stragrande maggioranza il PPE (161 a favore, 2 contrari, 5 astenuti) e il S&D (119 a favore, 8 contrari, 4 astenuti). Renew ha sostenuto l’accordo a maggioranza: 52 deputati hanno votato a favore, 7 contro e 9 si sono astenuti. L’astensione, tuttavia, non equivale a un voto contrario. I Verdi/EFA hanno votato a stragrande maggioranza contro (47 contrari, 1 astenuto, nessuno a favore). Tutti e quattro i gruppi avevano un relatore ombra durante i negoziati: per S&D Cristina Maestre, per Renew Barry Cowen e per Greens/EFA Anna Strolenberg. Tre dei quattro gruppi della maggioranza filoeuropea si sono quindi schierati da una parte e Greens/EFA dall’altra.

L’EPP ha votato insieme all’ECR, al PfE e all’ESN, ovvero con l’estrema destra. L’ECR (75 a favore) e il PfE (78 a favore) hanno sostenuto l’accordo all’unanimità, mentre l’ESN lo ha approvato a maggioranza (20 a favore, 2 astenuti). I loro voti non sono stati determinanti per l’esito: anche senza di essi, l’accordo avrebbe ottenuto 387 voti a favore contro 75 contrari. The Left, ovvero l’estrema sinistra, ha votato in maggioranza a favore (31 a favore, 8 contrari, 2 astenuti).

Raccogliamo e presentiamo visivamente i dati pubblicamente disponibili nella pagina del Parlamento europeo. Votemap.eu nega qualsiasi responsabilità per possibili incongruenze dei dati o modifiche dopo la pubblicazione.

Le descrizioni sono create utilizzando la traduzione automatica di DeepL. Ci scusiamo per eventuali imperfezioni o inconvenienti.

gr