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Le imposte nel settore finanziario e l'IVA sui servizi finanziari

2026-07-07

La risoluzione chiede alla Commissione un quadro fiscale coerente per il settore finanziario dell’UE e una revisione dell’esenzione dall’IVA per i servizi finanziari. È stata approvata con 418 voti a favore, 152 contrari e 85 astensioni. È stata sostenuta da PPE, S&D, Renew e Verdi/EFA, ovvero dall’intera maggioranza filoeuropea. Si sono opposti PfE ed ESN; l’ECR ha votato contro (41), mentre 32 dei suoi deputati si sono astenuti. La Sinistra si è in gran parte astenuta.

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La risoluzione si basa sulla relazione di Matthias Ecke (S&D) a nome della commissione per gli affari economici e monetari (ECON). Si tratta di una relazione non legislativa di iniziativa propria: non modifica né introduce alcuna normativa, ma invita la Commissione a proseguire il proprio lavoro.

Secondo la risoluzione, dopo la grande crisi finanziaria gli Stati membri hanno introdotto 91 imposte settoriali sul settore finanziario. Ciò ha dato origine a un contesto fiscale altamente frammentato, che aumenta i costi operativi e amministrativi, ostacola l’espansione transfrontaliera dei fornitori di servizi finanziari e compromette gli obiettivi dell’Unione in materia di risparmio e investimenti. La risoluzione esorta la Commissione a onorare il proprio impegno a proporre soluzioni innovative per la tassazione del settore, avvertendo al contempo che la semplificazione non deve portare né alla deregolamentazione né a una corsa al ribasso degli standard fiscali.

I servizi finanziari sono esenti dall’IVA dal 1977; secondo la risoluzione, oggi i progressi tecnologici potrebbero risolvere gli ostacoli tecnici originari alla loro tassazione. L’esenzione presenta un rovescio della medaglia: gli istituti finanziari non possono detrarre l’IVA che essi stessi pagano a monte, dando così origine alla cosiddetta «IVA non recuperabile». La risoluzione sostiene che la situazione attuale comporti una persistente distorsione del mercato, possa ridurre la trasparenza e aumenti i costi per i consumatori. Chiede alla Commissione di esaminare gli effetti del regime, di pubblicare l’analisi e di valutare le possibili soluzioni. Un’eventuale modifica deve valutare attentamente l’impatto sui piccoli consumatori, in particolare sulle famiglie a basso e medio reddito, ed evitare qualsiasi costo complessivo aggiuntivo.

La risoluzione ricorda inoltre l’accordo del Parlamento, del Consiglio e della Commissione del 2020 sulle nuove risorse proprie, compresa la tassa sulle transazioni finanziarie, e prende atto del fatto che la Commissione, nel programma di lavoro per il 2026, ha annunciato il ritiro della sua proposta relativa a tale tassa, poiché in seno al Consiglio non sono stati compiuti progressi sufficienti.

Non si è tenuta una discussione separata in plenaria su questo punto; il relatore Matthias Ecke (S&D) è intervenuto brevemente prima della votazione. Ha affermato (tradotto dall’inglese): «Non possiamo continuare così. Non è sostenibile. Il nostro sistema di tassazione del settore finanziario ha bisogno di una riforma. (…) L’esenzione dall’IVA per i servizi finanziari risale al 1977. Sono passati quasi 50 anni ed era stata concepita per un sistema finanziario completamente diverso. Oggi crea distorsioni e mina il nostro mercato unico. (…) Mi aspetto che la Commissione valuti anche il ruolo che, in tale contesto, potrebbero svolgere la tassa sulle transazioni finanziarie e le imposte sugli utili straordinari».

La risoluzione è stata approvata con 418 voti a favore, 152 contrari e 85 astensioni. Hanno espresso il proprio sostegno il PPE (157 a favore, 10 contrari, 7 astenuti), S&D (123 a favore, 4 astenuti), Renew (74 a favore) e Verdi/EFA (48 a favore), ovvero tutti e quattro i gruppi della maggioranza filoeuropea.

Il PfE ha votato prevalentemente contro (62 contrari, 12 favorevoli), mentre l’ESN si è opposta all’unanimità (25 voti). L’ECR ha votato contro: 41 deputati erano contrari, 32 si sono astenuti e nessuno era favorevole. Tuttavia, non tutta l’estrema destra si è opposta alla risoluzione: 12 deputati del PfE hanno votato a favore. L’EPP non ha votato insieme all’estrema destra. The Left, ovvero l’estrema sinistra, si è in gran parte astenuta (25 astensioni, 4 contrari, 2 favorevoli).

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