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28° regime: norme fiscali per le imprese in tutta l’UE

2026-07-09

La risoluzione sulla parte fiscale del cosiddetto “regime 28”, ovvero le norme volontarie a livello europeo per le imprese che affiancano i 27 sistemi nazionali, è stata approvata con 366 voti a favore, 192 contrari e 39 astensioni. A sostenerla sono stati il PPE, il S&D, Renew e i Verdi/EFA, ovvero la maggioranza filoeuropea. L’ECR, il PfE e l’ESN, ovvero l’estrema destra, hanno votato contro. The Left, ovvero l’estrema sinistra, si è divisa. Il relatore era Ľudovít Ódor (Renew).

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Il «28° regime» è la denominazione attribuita a un insieme di norme volontarie a livello europeo destinate alle imprese. Un’impresa che intenda operare in più Stati membri dell’UE si trova di fronte a 27 sistemi nazionali diversi; con il 28° regime, potrebbe scegliere un unico insieme di norme valido per l’intera Unione. Il 18 marzo 2026 la Commissione ha presentato una proposta di regolamento denominata «EU Inc.», che introduce tale quadro normativo nel settore del diritto societario.

Come motivazione della risoluzione, si sottolinea che nel 2025 l’Europa contava solo 331 cosiddette «unicorni» tra le startup, mentre gli Stati Uniti ne avevano 1 963.

La risoluzione è stata elaborata dalla Commissione per gli affari economici e monetari (ECON) e il suo relatore è stato Ľudovít Ódor (Renew). Non si tratta di una votazione sul regolamento in sé, ma di una risoluzione d’iniziativa che esamina come integrare le imposte nel regime dei 28. La proposta della Commissione è accolta con favore, ma si chiede che sia ambiziosa anche in materia fiscale e si raccomanda un approccio modulare: prima il diritto societario, poi il cosiddetto «modulo fiscale».

Le imprese coinvolte nel modulo fiscale dovrebbero avere in tutta l’UE una base imponibile consolidata unica per l’imposta sul reddito delle società, ripartita tra gli Stati secondo una formula che tenga conto del fatturato, della manodopera e delle attività materiali. Le aliquote fiscali continuerebbero a essere stabilite autonomamente dagli Stati. Per quanto riguarda l’IVA, il testo richiede un unico numero di partita IVA UE e un portale digitale comune, non l’armonizzazione delle aliquote. Le opzioni su azioni per i dipendenti dovrebbero essere obbligatorie nel modulo fiscale. Inizialmente, il modulo dovrebbe riguardare solo una parte delle imprese, ad esempio le startup transfrontaliere e le imprese in rapida crescita.

Secondo la risoluzione, il regime 28 non deve consentire l’elusione delle tutele dei lavoratori e dei sindacati e l’accesso al modulo fiscale dovrebbe essere riservato solo alle imprese che svolgono un’effettiva attività economica nell’UE. Il modulo non deve portare alla creazione di società di comodo né diventare uno strumento di «tax shopping», ovvero la ricerca della tassazione più bassa. Poiché in materia fiscale il Consiglio dell’UE delibera all’unanimità, la risoluzione ritiene necessario, in alcuni ambiti – ad esempio nelle procedure amministrative – il passaggio al voto a maggioranza qualificata.

Il PPE, l’S&D, Renew e i Verdi/EFA, ovvero la maggioranza filoeuropea, hanno votato a favore; i loro oratori, tuttavia, hanno posto accenti diversi nel corso della discussione. Il relatore Ódor ha accolto con favore la proposta della Commissione, ma secondo lui «non è sufficientemente ambiziosa, poiché si concentra principalmente sul diritto delle società commerciali». Luděk Niedermayer (PPE) ha esortato sia il Parlamento che il Consiglio a non indebolire la proposta: «rafforzatela e approvatela rapidamente». René Repasi (S&D) ha affermato che «EU Inc. deve diventare un marchio di qualità, non un ulteriore strumento di dumping». Kira Marie Peter-Hansen (Greens/EFA) ha avvertito che la competitività dell’Europa «non può basarsi sull’evasione fiscale, su standard più bassi né su una corsa al ribasso». Le citazioni sono tradotte: quella di Repasi dal tedesco, le altre dall’inglese.

Per gruppi: PPE 149 a favore, 4 contrari, 7 astenuti; S&D 98 a favore, 1 contrario, 8 astenuti; Renew 63 a favore, 4 contrari; Verdi/EFA 41 a favore, 1 contrario, 3 astenuti. ECR, PfE ed ESN, ovvero l’estrema destra, hanno votato contro e nessuno di loro era a favore: ECR 62 contrari e 2 astenuti, PfE 63 contrari e 5 astenuti, ESN 24 contrari e 1 astenuto. L’EPP non si è schierato con l’estrema destra in questa votazione. The Left, ovvero l’estrema sinistra, si è divisa: 12 a favore, 19 contrari, 5 astenuti.

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