Crediti di emissione per autocarri pesanti
2026-03-12
I produttori di autocarri pesanti potranno ottenere più facilmente i crediti di emissione per il periodo 2025-2029. La proposta della Commissione è stata approvata con 473 voti a favore, 81 contrari e 9 astenuti. Hanno votato a favore PPE, S&D e Renew; i Verdi/EFA sono stati l’unico dei quattro gruppi della maggioranza filoeuropea a votare contro. Il PPE ha votato insieme a ECR, PfE ed ESN, ma i voti dell’estrema destra non sono stati determinanti per l’esito. L’estrema sinistra (The Left) ha votato prevalentemente contro. La votazione si è svolta con procedura d’urgenza, senza relazione della commissione.

Il regolamento (UE) 2019/1242 stabilisce le norme relative alle emissioni di CO₂ dei nuovi automezzi pesanti. I costruttori i cui veicoli emettono meno di quanto previsto dall’obiettivo possono ottenere crediti di emissione. Finora, i crediti relativi agli anni precedenti al 2030 venivano conteggiati solo se le emissioni del costruttore erano inferiori alla cosiddetta traiettoria di riduzione lineare. La modifica proposta dalla Commissione europea cambia questa regola per gli anni 2025–2029: un produttore otterrà un credito ogni volta che le sue emissioni saranno inferiori all’obiettivo fissato per l’anno in questione. I produttori avranno così maggiore margine di manovra prima del 2030. Gli obiettivi per il 2030 e per gli anni successivi rimangono invariati. La modifica non riguarda espressamente gli autobus urbani.
La Commissione ha pubblicato la proposta il 16 dicembre 2025. Il gruppo PPE e la commissione per l’ambiente (ENVI) hanno richiesto una procedura d’urgenza e il Parlamento ha approvato la richiesta il 10 marzo 2026. La proposta non è stata quindi sottoposta alla normale procedura di esame in commissione: non è stata redatta una relazione della commissione e non sono stati nominati né un relatore né un relatore ombra. L’Aula ha votato direttamente sul testo della Commissione e non si è tenuta alcuna discussione al riguardo.
Prima del voto finale, i deputati si sono espressi sugli emendamenti. Il gruppo di estrema sinistra The Left ha proposto di respingere integralmente la proposta della Commissione. La sua proposta è stata respinta con 81 voti a favore, 473 contrari e 5 astensioni. A favore della reiezione hanno votato tutti i deputati dei Verdi/EFA (45) e 31 deputati di The Left. Non è stato approvato nemmeno uno dei tre emendamenti sottoposti a votazione. Il Parlamento ha quindi approvato il testo della Commissione senza modifiche.
Nella votazione finale, i gruppi della maggioranza filoeuropea si sono divisi. Il PPE (145 a favore, 1 astensione), l’S&D (107 a favore, 1 astensione) e Renew (61 a favore) hanno votato all’unanimità a favore, senza alcun voto contrario. S&D e Renew non si sono espressi separatamente sulla proposta; la loro posizione è quindi indicata solo dal voto. I Verdi/EFA hanno votato all’unanimità contro (45 voti) e sono stati l’unico dei quattro gruppi a respingere la proposta. Neanche i Verdi/EFA hanno espresso una presa di posizione autonoma su questa modifica, pertanto non riportiamo le motivazioni del loro voto.
A nome dell’EPP, Jens Gieseke (EPP), portavoce del gruppo per i trasporti e il turismo, ha commentato la proposta in un comunicato stampa del gruppo del 10 marzo 2026. Il comunicato è stato pubblicato il giorno in cui il Parlamento ha approvato la procedura d’urgenza e riguarda tale decisione, non la votazione finale. In esso, Gieseke ha affermato che il gruppo PPE sostiene la proposta legislativa della Commissione senza alcun emendamento.
L’EPP ha votato insieme all’estrema destra: ECR (55 a favore, 1 contrario, 2 astenuti), PfE (60 a favore) ed ESN (21 a favore, 1 contrario). I voti dell’estrema destra, tuttavia, non sono stati determinanti per l’esito. Il PPE, l’S&D e Renew contavano già da soli 313 voti a favore, sufficienti per l’adozione anche senza di essi. L’estrema sinistra (The Left) ha votato prevalentemente contro: 31 contrari, 1 favorevole e 4 astenuti.
La posizione del Parlamento corrisponde al testo definitivo dell’atto. Il Consiglio ha adottato il regolamento il 30 marzo 2026 e il 7 maggio 2026 è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE come regolamento (UE) 2026/1046.
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