Facebook

Relazione annuale sull'unione bancaria per il 2025

2026-04-30

La risoluzione sulla relazione annuale sull’Unione bancaria è stata approvata con 376 voti a favore, 187 contrari e 17 astensioni. È stata sostenuta da PPE, S&D, Renew e Verdi/EFA, ovvero dall’intera maggioranza filoeuropea. L’ECR, il PfE e l’ESN hanno votato contro. La Sinistra ha espresso voti contrastanti. La risoluzione invita al completamento completo e rapido dell’unione bancaria e al proseguimento dei lavori sul suo terzo pilastro, il sistema europeo di garanzia dei depositi (EDIS).

Infographic

Secondo la risoluzione approvata, l’Unione bancaria deve garantire che le banche siano affidabili, in grado di resistere a future crisi finanziarie e che i costi del fallimento di una banca non ricadano sui contribuenti. Attualmente si basa su due pilastri: il meccanismo unico di vigilanza (SSM) e il meccanismo unico di risoluzione delle crisi (SRM). Senza un terzo pilastro, il sistema europeo di garanzia dei depositi (EDIS), rimane incompleta, secondo la risoluzione.

Si tratta di una relazione annuale di iniziativa propria, non di un atto legislativo. La risoluzione non introduce alcuna misura, ma formula raccomandazioni principalmente alla Commissione e al Consiglio. La relatrice per la commissione per gli affari economici e monetari (ECON) è stata Evelyn Regner (S&D). I relatori ombra erano Michalis Hadjipantela per il PPE, Gilles Boyer per Renew e Virginijus Sinkevičius per i Verdi/EFA.

La risoluzione è stata approvata con 376 voti a favore, 187 contrari e 17 astensioni. Hanno votato a favore il PPE (135 a favore, 1 astenuto), S&D (110 a favore, all’unanimità), Renew (62 a favore, 3 contrari) e Verdi/EFA (44 a favore, all’unanimità). Si sono espressi contro l’ECR (68 contrari, 2 astenuti), il PfE (70 contrari) e l’ESN (23 contrari); l’estrema destra ha quindi votato contro. Il PPE e l’estrema destra non hanno partecipato al voto e il risultato è stato determinato dalla maggioranza filoeuropea. La Sinistra ha votato in modo diviso (20 a favore, 6 contrari, 9 astenuti).

Il fulcro della risoluzione è la garanzia dei depositi. Il Parlamento vi «ribadisce» la sua ferma determinazione a sviluppare ulteriormente l’EDIS come terzo pilastro dell’Unione bancaria e ricorda che la proposta era già stata presentata nel 2015. Secondo il testo, il sistema comune di protezione dei depositi è indispensabile affinché i depositanti godano della stessa protezione in tutta l’Unione e per ridurre in modo significativo i legami residui tra banche e Stati. I contributi al sistema dovrebbero tenere conto del profilo di rischio di ciascun settore partecipante. Il testo ricorda inoltre che la Commissione, nel marzo 2025, nella comunicazione sull’Unione del risparmio e degli investimenti, si era impegnata a definire la via da seguire per l’EDIS, ma da allora non ha presentato alcuna proposta per il completamento dell’Unione bancaria. La risoluzione «esorta vivamente il Consiglio a compiere progressi nei negoziati» e invita il nuovo presidente dell’Eurogruppo a riprendere le discussioni il prima possibile.

La risoluzione affronta anche altri temi. Sottolinea che, in caso di crisi bancaria, la responsabilità dovrebbe ricadere in primo luogo sugli azionisti, sui creditori o sui meccanismi finanziati dal settore, mentre i fondi pubblici dovrebbero essere utilizzati solo come ultima risorsa. Chiede una vigilanza europea completa sugli intermediari finanziari non bancari, le cosiddette «banche ombra», che non rientrano nella struttura dell’Unione bancaria. Con rammarico constata che si sta registrando un aumento delle chiusure di filiali bancarie, il che colpisce le comunità vulnerabili ed emarginate. Ritiene inoltre che i progressi verso l’equilibrio di genere nella dirigenza delle istituzioni finanziarie siano solo limitati.

La presidente del Parlamento trasmetterà la risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Banca centrale europea, al Comitato unico per la risoluzione delle crisi e all’Autorità bancaria europea.

Raccogliamo e presentiamo visivamente i dati pubblicamente disponibili nella pagina del Parlamento europeo. Votemap.eu nega qualsiasi responsabilità per possibili incongruenze dei dati o modifiche dopo la pubblicazione.

Le descrizioni sono create utilizzando la traduzione automatica di DeepL. Ci scusiamo per eventuali imperfezioni o inconvenienti.

ie