La soia come materia prima a rischio per i biocarburanti: il PPE, insieme all’estrema destra, ha fatto approvare la bocciatura della proposta della Commissione

2026-07-08

L'8 luglio 2026 il Parlamento, con 388 voti a favore, 248, con 24 astensioni, ha approvato l’obiezione contro l’atto della Commissione in materia di competenze delegate, che includeva tra le materie prime ad alto rischio di cambiamento indiretto nell’uso del suolo, oltre all’olio di palma, anche la soia. L’atto è stato quindi respinto. A favore dell’obiezione hanno votato il PPE insieme a ECR, PfE ed ESN; contrari sono stati S&D, Renew e Greens/EFA. La controversia ha riguardato principalmente la metodologia di calcolo e la posizione del settore proteico europeo.

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L'8 luglio 2026 il Parlamento europeo ha approvato, con 388 voti a favore, 248 contrari e 24 astensioni, un'obiezione contro l'atto della Commissione adottato in virtù di una delega, che integrava la direttiva sulle fonti energetiche rinnovabili (RED). L’accoglimento dell’obiezione comporta il rigetto dell’atto: nella forma presentata non entrerà in vigore e la risoluzione prevede che la Commissione ne presenti una versione rivista. Formalmente si è trattato di un’obiezione ai sensi dell’articolo 114, paragrafo 3, del regolamento.

La controversia è iniziata con l’iniziativa della Commissione del 10 aprile 2026. La Commissione ha reagito alla sentenza del panel dell’Organizzazione mondiale del commercio del 2025 e ha modificato il regolamento (UE) 2019/807: oltre all’olio di palma, ha aggiunto anche la soia all’elenco delle colture ad alto rischio di cambiamento indiretto di destinazione d’uso del suolo (ILUC). In questo modo, entro il 2030 la soia sarebbe stata gradualmente esclusa dal calcolo del raggiungimento degli obiettivi in materia di energia rinnovabile. La risoluzione punta il dito sul modo in cui la Commissione è giunta a tale inclusione: le rimprovera di aver spostato il periodo di riferimento della metodologia dal 2008 al 2014, di aver trascurato la pratica dei due raccolti all’anno e che la classificazione non corrisponda a quanto la Commissione stessa si era prefissata nel Libro bianco sull’autosufficienza proteica dell’UE. La risoluzione non mette invece in discussione due parti del testo: auspica infatti che nella versione riveduta dell’atto siano nuovamente incluse la limitazione dell’olio di palma e la correzione della certificazione delle materie prime a basso rischio.

La maggioranza dei 388 voti è stata ottenuta dal PPE insieme all’estrema destra. A favore dell’obiezione hanno votato il PPE con 159 voti a favore e 14 contrari, l’ECR con 76 voti a favore e 0 contrari, il PfE con 72 voti a favore e 0 contrari e l’ESN con 24 voti a favore e 0 contrari. Contrari sono stati il S&D (27 a favore e 94 contrari), Renew (14 a favore e 40 contrari), i Verdi/EFA all’unanimità (0 a 47) e La Sinistra (0 a 40). Il totale dei voti contrari per gruppo è inferiore di un voto rispetto al risultato riportato nell’intestazione della votazione — non ne abbiamo individuato la causa, vale quindi il risultato riportato di 388 a 248 — e i dati non riportano la ripartizione delle 24 astensioni per gruppo.

La sintesi delle posizioni dei gruppi democratici potrebbe non essere disponibile. Il dissidio è tra il PPE, che non voleva mantenere la soia nell’elenco, e S&D, Renew e Greens/EFA, che hanno votato a favore del suo mantenimento. I più coesi sono stati i Greens/EFA (coesione 1,000) e il PPE (0,919), mentre hanno votato in modo più disomogeneo gli S&D (0,777) e Renew (0,741).

Prima della votazione, i Verdi/EFA hanno dichiarato che avrebbero votato contro l’obiezione che, secondo loro, i gruppi di destra sostengono per indebolire la tutela delle foreste europee; secondo il gruppo, l’UE importa il 90% della soia utilizzata per la produzione di biocarburanti, e la sua coltivazione è all’origine della deforestazione di vaste aree del Brasile. Non abbiamo trovato dichiarazioni da parte di EPP, S&D o Renew su questa votazione e non è stato pubblicato alcun comunicato stampa del PE al riguardo.

In caso di obiezione ai sensi del regolamento, non vengono nominati né il relatore né i relatori ombra, poiché non si tratta di un atto legislativo; la proposta di risoluzione è firmata da 13 deputati, nominati dalla commissione ITRE il 4 giugno 2026 — nove dell’EPP, tre dell’ECR e uno di Renew (Glück), contrariamente a quanto ha poi votato il suo gruppo. Tra i promotori non figura nessuno a nome di S&D e Greens/EFA. La commissione ENVI ha avuto la possibilità di allegare un parere, ma non ne ha approfittato. Nella banca dati del PE la votazione è archiviata sotto i codici relativi al clima e all’energia, ma il fulcro delle argomentazioni contenute nella risoluzione è di natura metodologica e agro-commerciale.

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