Quote di emissione gratuite per l'industria 2026–2030

2026-10-22

La modifica al sistema di quote di emissione dell’UE (ETS), che aumenta il numero di quote gratuite per l’industria per il periodo 2026-2030, è stata approvata con 474 voti a favore, 82 contrari e 28 astensioni. Il PPE ha votato insieme a ECR, PfE ed ESN; la proposta è stata sostenuta anche da S&D e Renew. I Verdi/EFA hanno votato in stragrande maggioranza contro e, insieme a La Sinistra, hanno sostenuto anche la bocciatura dell’intera proposta della Commissione, che non è stata approvata. La maggioranza filoeuropea si è così divisa.

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La votazione riguardava il sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE (ETS). Il 17 luglio 2026 la Commissione ha proposto di modificare la direttiva 2003/87/CE in merito alle quote gratuite che l’industria riceverà per il periodo 2026-2030. Si tratta di quote assegnate in base ai cosiddetti livelli di riferimento di riserva per il calore e il combustibile.

Il testo adottato aumenta il numero di quote gratuite assegnate su questa base. Inoltre, una parte delle quote che non saranno assegnate in questo periodo a causa della riduzione dell’assegnazione gratuita dovrà essere destinata al Fondo di modernizzazione, tra l’altro per l’ammodernamento del teleriscaldamento.

La Commissione potrà inoltre stabilire, mediante atti di esecuzione, valori di riferimento parziali per i singoli settori. Ciò vale nei casi in cui il livello di riferimento per i combustibili fissato per l’intera Unione si discosti in modo significativo e dimostrabile dalle prestazioni in termini di emissioni degli impianti in un determinato settore industriale. Secondo la motivazione, la modifica mira a proteggere ulteriormente l’industria dal rischio di «carbon leakage».

Il testo approvato include gli emendamenti adottati e rappresenta la posizione del Parlamento in prima lettura. Non si tratta ancora della versione definitiva del regolamento, che sarà oggetto di negoziazione con il Consiglio.

La proposta è stata approvata con 474 voti a favore, 82 contrari e 28 astensioni. Il relatore era Adam Jarubas (PPE). Il PPE ha votato a favore all’unanimità tranne un deputato (142 a favore, 1 contrario). Anche S&D (109 a favore, 1 contrario, 1 astenuto) e Renew (64 a favore, 2 contrari, 1 astenuto) hanno sostenuto la proposta a stragrande maggioranza. I Verdi/EFA hanno votato in stragrande maggioranza contro (43 contrari, 3 a favore).

Il PPE, l’S&D, Renew e i Verdi/EFA, ovvero la maggioranza filoeuropea, si sono trovati in disaccordo su questo punto. Il dissenso dei Verdi/EFA, tuttavia, non riguardava solo il testo finale. Tutti i 44 loro deputati che hanno votato hanno sostenuto anche la proposta di respingere l’intera proposta della Commissione. Allo stesso modo hanno votato tutti i 37 deputati di The Left che hanno espresso il proprio voto. La mozione di rigetto non è stata approvata con 94 voti a favore, 482 contrari e 1 astensione.

L’EPP ha votato insieme a ECR, PfE ed ESN; la proposta è stata sostenuta anche da S&D e Renew. L’ECR si è espressa a favore (64 a favore, 1 contrario) e l’ESN con tutti i suoi 21 voti. Il PfE ha votato in maggioranza a favore: 55 deputati a favore, 17 astenuti e nessuno contrario. I voti di questi tre gruppi di estrema destra non sono stati determinanti per l’esito. Senza di essi, la proposta avrebbe ottenuto 334 voti a favore e 81 contrari, quindi sarebbe stata comunque approvata.

The Left ha votato contro: 30 deputati contrari, 7 astenuti, nessuno a favore.

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