Obiezione al calcolo dell’impronta di carbonio dei nuovi edifici

2026-03-26

Il Parlamento europeo ha respinto l'obiezione presentata da 14 deputati del gruppo Patrioti per l'Europa (PfE) contro l'atto della Commissione che uniforma il calcolo dell'impronta di carbonio dei nuovi edifici. A favore dell’obiezione hanno votato 208 deputati, contro 414, mentre 10 si sono astenuti. Per essere approvata, l’obiezione avrebbe avuto bisogno di 361 voti. Hanno votato contro tutti e quattro i gruppi della maggioranza filoeuropea – PPE, S&D, Renew e Verdi/EFA – nonché l’estrema sinistra (The Left). L’estrema destra ha votato all’unanimità a favore: PfE, ECR ed ESN. L’atto della Commissione è quindi valido.

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La direttiva riveduta sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD, direttiva 2024/1275) prevede che, per gli edifici di nuova costruzione, venga monitorata anche la loro impronta di carbonio complessiva per l’intero ciclo di vita. In termini tecnici, si parla di potenziale di riscaldamento globale (GWP). Esso comprende sia le emissioni insite nella costruzione stessa sia quelle derivanti dal suo funzionamento. Affinché ogni Stato membro non effettui i calcoli a modo suo, la Commissione europea ha elaborato un quadro comune a livello dell’Unione per il calcolo nazionale. Lo ha presentato il 16 dicembre 2025 come atto di delega che modifica l’allegato III della direttiva.

I valori risultanti dovranno figurare nelle etichette energetiche degli edifici: per i nuovi edifici di grandi dimensioni con una superficie superiore a 1 000 m² a partire da gennaio 2028, per tutti i nuovi edifici a partire da gennaio 2030.

Gli atti delegati sono norme tecniche che la Commissione adotta sulla base di un mandato contenuto in una legge approvata. Il Parlamento può bloccarli presentando un'obiezione. Affinché l’obiezione sia accolta, deve essere sostenuta dalla maggioranza assoluta di tutti i deputati, ovvero almeno 361 voti, indipendentemente dal numero di deputati presenti in aula.

L’obiezione contro questo atto è stata presentata da 14 deputati a nome del gruppo «Patrioti per l’Europa» (PfE) provenienti da Francia, Paesi Bassi, Italia, Repubblica Ceca, Austria, Spagna e Ungheria. L’unico proponente era PfE. Non sono presenti né il relatore né i relatori ombra, poiché la proposta è stata presentata direttamente dal gruppo. In plenaria non si è tenuta alcuna discussione al riguardo e nel resoconto integrale della seduta nessun deputato ha menzionato l’obiezione.

L’obiezione non è stata approvata: 208 deputati hanno votato a favore, 414 contro e 10 si sono astenuti. Le mancavano 153 voti per raggiungere i 361 necessari. Non sarebbe stata approvata nemmeno se fosse bastata la maggioranza semplice, poiché gli oppositori erano quasi il doppio dei sostenitori.

Tutti e quattro i gruppi della maggioranza filoeuropea hanno votato contro l’obiezione, in modo compatto: PPE 155 contrari e 10 favorevoli, S&D 106 contrari, 1 favorevole e 1 astenuto, Renew 64 contrari e 2 favorevoli, i Verdi/EFA tutti e 46 contrari. Nessuno di loro si è espresso separatamente sull’obiezione, pertanto la loro posizione è indicata solo dal voto: hanno sostenuto che l’atto della Commissione rimanesse in vigore. Anche l’estrema sinistra, The Left, ha votato contro l’obiezione, con tutti i suoi 36 deputati.

L’estrema destra ha votato all’unanimità a favore dell’obiezione: PfE (82 voti), ECR (72 a favore, 2 astenuti) ed ESN (28). Complessivamente, ha totalizzato 182 voti favorevoli su 208. L’EPP questa volta non si è unito all’estrema destra.

Poiché l’obiezione non è stata accolta, il Parlamento non ha bloccato l’atto e il quadro europeo comune per il calcolo dell’impronta di carbonio degli edifici nuovi è in vigore. L’Osservatorio legislativo del Parlamento (OEIL) lo registra come atto contro il quale il Parlamento non ha sollevato obiezioni.

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