La posizione del Parlamento sul bilancio dell'UE per il 2027

2026-10-21

Il Parlamento europeo ha approvato la propria posizione sul bilancio dell’UE per il 2027 con 400 voti a favore, 189 contrari e 84 astensioni. Reintroduce i fondi che il Consiglio aveva tagliato e, inoltre, aumenta gli stanziamenti, tra l’altro, per le reti di trasporto, Erasmus+, la protezione civile, l’agricoltura e l’ambiente. A favore hanno votato principalmente PPE, S&D, Renew e Verdi/EFA. PfE ed ESN hanno votato prevalentemente contro, l’ECR si è diviso e la maggior parte dei suoi deputati si è astenuta. Anche La Sinistra ha votato in maggioranza contro. Seguirà ora la procedura di conciliazione con il Consiglio.

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Il bilancio annuale dell’UE deve essere approvato sia dal Consiglio, in cui siedono i governi degli Stati membri, sia dal Parlamento europeo. Il 4 settembre 2026 il Consiglio ha adottato la propria posizione sulla proposta di bilancio per il 2027. Il Parlamento ha risposto con una risoluzione che modifica la posizione del Consiglio. La relazione della commissione per i bilanci è stata redatta dai relatori Nils Ušakovs (S&D) e Michalis Hadjipantela (PPE).

La risoluzione è stata approvata con 400 voti a favore, 189 contrari e 84 astensioni. Le modifiche alla posizione del Consiglio, votate separatamente, richiedono, ai sensi dell’articolo 314 del TFUE, la maggioranza assoluta dei deputati, ovvero almeno 361 voti.

La risoluzione è stata sostenuta da PPE, S&D, Renew e Verdi/EFA, ovvero dalla maggioranza filoeuropea, ma nessuno di questi gruppi ha votato all’unanimità. Per il PPE si sono registrati 163 voti a favore, 3 contrari e 4 astensioni; per il S&D 122 a favore, 1 contrario e 8 astensioni; per i Verdi/EFA 44 a favore, 1 contrario e 2 astensioni. Tra questi quattro gruppi, Renew ha registrato il maggior numero di voti contrari: 64 a favore e 10 contrari.

L’ESN ha votato contro, ad eccezione di un solo deputato che si è astenuto (23 contrari, 1 astensione). PfE si è espressa prevalentemente contro (63 contrari, 18 astensioni). L’ECR ha espresso un voto diviso: 44 dei suoi deputati si sono astenuti, 28 hanno votato contro e 4 a favore. Il gruppo The Left (estrema sinistra) ha votato in maggioranza contro: 39 contrari, 1 favorevole e 4 astenuti.

Nella sua posizione, il Consiglio ha ridotto gli impegni in tutte le rubriche del bilancio pluriennale di 1 003,2 milioni di euro, portandoli a 191 877,9 milioni, e i pagamenti di 501,8 milioni, portandoli a 202 065,8 milioni di euro. La risoluzione esprime forte disaccordo al riguardo. Secondo la risoluzione, il Consiglio presenta in modo fuorviante i tagli trasversali ai programmi come una gestione di bilancio prudente, creando così margini artificiali.

La risoluzione ripristina i fondi tagliati dal Consiglio e ne aggiunge altri. Per quanto riguarda il mercato unico, l’innovazione e l’agenda digitale, ripristina 435 527 000 euro e aggiunge 376 657 801 euro rispetto alla proposta di bilancio originaria. Si tratta, tra l’altro, di «Orizzonte Europa» (63 milioni) e dello «Strumento per la connessione dell’Europa» (260 460 201 euro, di cui 205 460 201 destinati ai trasporti). Per quanto riguarda la resilienza e i valori, vengono restituiti 523 143 000 euro e aggiunti 275,1 milioni, ad esempio per la protezione civile (80 milioni), EU4Health (50 milioni) ed Erasmus+ (96 milioni). Aggiunge 85 milioni sia al Fondo di garanzia agricolo che al programma LIFE. Per l’asilo, la migrazione e l’integrazione sono stanziati ulteriori 20 milioni, mentre per la gestione delle frontiere e i visti 40 milioni. Nel settore della difesa, aggiunge, tra l’altro, 20 milioni per la mobilità militare. In materia di politica estera, stanzia 99 milioni per lo strumento NDICI-Europa Globale e 40 milioni per gli aiuti umanitari. Chiede inoltre il pieno utilizzo dello strumento di prestito a sostegno dell’Ucraina, pari a 1 115 milioni di euro.

Il Consiglio ha lasciato invariato il bilancio del Parlamento stesso a 2 656 435 753 euro. Il Parlamento vi aggiunge 10 028 000 euro per il fondo pensionistico volontario dei deputati. Il 15 giugno 2026 il suo Ufficio di presidenza ha constatato che, poiché il fondo ha esaurito le proprie risorse, a partire dal 1° gennaio 2027 le pensioni saranno erogate direttamente dal bilancio del Parlamento. Secondo la risoluzione, ciò non inciderà sul limite del 2 % previsto per le spese non statutarie.

La proposta modificata sarà ora trasmessa al Consiglio e alla Commissione. La versione definitiva del bilancio per il 2027 sarà discussa in seno al comitato di conciliazione tra il Parlamento e il Consiglio.

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