Programma AGILE: sostegno più rapido dell’UE per le startup e le piccole imprese del settore della difesa

2026-10-06

L'accordo con il Consiglio sul programma AGILE, volto a garantire alle piccole imprese del settore della difesa e alle startup un accesso più rapido ai fondi dell'UE, è stato approvato con 536 voti a favore, 101 contrari e 16 astensioni. L’accordo è stato sostenuto da tutti e quattro i gruppi della maggioranza filoeuropea (PPE, S&D, Renew, Verdi/EFA) e, in gran parte, anche dall’ECR e dal PfE; hanno votato contro l’ESN e La Sinistra. Non siamo riusciti a verificare l’importo definitivo del bilancio nel testo dell’accordo; la Commissione ha proposto 115 milioni di euro per il 2027.

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Il Parlamento europeo a Strasburgo ha votato sull’accordo preliminare con il Consiglio relativo al regolamento sul programma AGILE per l’innovazione agile e rapida nel settore della difesa. L’accordo, frutto di negoziati trilaterali, viene approvato in plenaria nella sua interezza; si è trattato quindi della votazione finale in prima lettura. È stata approvata con 536 voti a favore, 101 contrari e 16 astensioni; è stata sufficiente la maggioranza semplice dei voti espressi. I relatori erano Tonino Picula (S&D) e Ivars Ijabs (Renew).

Il programma è rivolto alle piccole e medie imprese e alle startup che sviluppano tecnologie di difesa innovative e rivoluzionarie. Ha lo scopo di accelerare l’adozione dei loro prodotti da parte delle forze armate degli Stati membri e delle grandi aziende produttrici di armamenti. I dati che seguono provengono dalla proposta della Commissione di marzo. Non disponendo del testo definitivo dell’accordo, vi preghiamo di non considerarle definitive. La Commissione ha proposto 115 milioni di euro solo per il 2027 e senza nuovi stanziamenti: l’importo avrebbe dovuto essere trasferito dal Fondo europeo per la difesa, dal programma EDIP e dal programma spaziale dell’UE. Il tempo di attesa tra la richiesta e l’erogazione della sovvenzione avrebbe dovuto essere di circa quattro mesi e il sostegno avrebbe dovuto coprire fino al 100% dei costi ammissibili. Anche le imprese ucraine e quelle dei paesi SEE/EFTA avrebbero dovuto poter presentare domanda. La Commissione ha espressamente collegato il programma alle sfide che le forze armate degli Stati membri devono affrontare a causa della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina.

Tutti e quattro i gruppi della maggioranza filoeuropea hanno votato a favore. Il PPE si è espresso all’unanimità (168 a favore, 1 astensione). Il suo relatore ombra, Jan Farský, ha affermato che AGILE riduce la burocrazia e apre le porte alle startup e alle piccole e medie imprese. L’S&D ha votato a favore con un rapporto di 122 a 1. Il relatore Picula aveva già affermato, dopo l’accordo di luglio, che l’Europa «non può più permettersi innovazioni che arrivano troppo tardi». Renew ha votato a favore (69 a favore, 2 astenuti). Non abbiamo trovato una dichiarazione separata del gruppo sul programma. Greens/EFA ha sostenuto l’accordo con 42 voti, mentre 7 dei suoi deputati si sono opposti; tra i quattro gruppi, è stato quello che ha votato in modo meno compatto. Il relatore ombra Sergey Lagodinsky (Greens/EFA) ha avvertito che la rapidità non deve andare a discapito dei valori.

La differenza tra i gruppi è evidente nel modo in cui descrivono la clausola di salvaguardia sulle armi autonome. Sia S&D che Greens/EFA affermano di averla fatta approvare nei negoziati, ma ciascuno la descrive in modo diverso. Secondo l’S&D, eventuali sistemi d’arma autonomi sostenuti dal programma saranno soggetti al diritto internazionale umanitario e a un controllo umano significativo. Secondo i Verdi/EFA, l’accordo esclude le armi autonome letali dal finanziamento. La proposta della Commissione di marzo non ne parla espressamente e non abbiamo potuto verificare il testo definitivo. L’S&D si attribuisce inoltre il merito di aver collegato il programma a un prestito a sostegno dell’Ucraina e di aver previsto misure di salvaguardia contro la dipendenza da componenti provenienti da paesi terzi. I Verdi/EFA si attribuiscono il merito di aver coinvolto le imprese innovative ucraine.

Tra gli altri gruppi, hanno votato a favore l’ECR (75 a favore, 2 contrari, 1 astenuto) e la maggioranza del PfE (50 a favore, 12 contrari, 10 astenuti). Hanno votato contro l’ESN (2 a favore, 21 contrari, 1 astenuto) e The Left (5 a favore, 36 contrari, 1 astenuto). L’esito non dipendeva dai voti dell’ECR e del PfE: i soli quattro gruppi della maggioranza filoeuropea hanno dato all’accordo 401 voti, mentre i voti contrari sono stati in totale 101.

Prima della votazione sull’accordo, si è votato su una mozione volta a respingere la proposta legislativa della Commissione nel suo complesso. La mozione è stata presentata dal gruppo The Left. Non è stata approvata, con 83 voti a favore, 540 contrari e 24 astenuti. A favore della reiezione ha votato l’ESN (21 a favore, 2 contrari) e la maggioranza di The Left (25 a favore, 5 contrari, 12 astenuti). EPP, S&D, Renew, Greens/EFA, ECR e PfE si sono opposti alla reiezione.

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