Proroga della scansione dei messaggi a causa di abusi sui minori

2026-03-26

La proposta di prorogare la deroga temporanea, che consentiva ai fornitori di servizi di comunicazione di effettuare ricerche volontarie nei messaggi privati alla ricerca di materiale pedopornografico, non è stata approvata: 228 voti a favore, 311 contrari, 92 astenuti. La maggioranza filoeuropea si è divisa: il PPE e i Verdi/EFA hanno votato contro, l’S&D a favore e Renew in modo eterogeneo. La deroga è scaduta il 3 aprile 2026. La controversia, tuttavia, non si è conclusa.

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Dal 2021 è in vigore il regolamento (UE) 2021/1232. Si tratta di una deroga temporanea a due articoli della direttiva sulla privacy e le comunicazioni elettroniche (ePrivacy). Consente ai fornitori di servizi di comunicazione tra persone di effettuare volontariamente ricerche nei contenuti dei messaggi privati al fine di individuare, segnalare e rimuovere materiale relativo all’abuso sessuale sui minori. Nel dibattito pubblico viene definita «Chat Control 1.0». La deroga avrebbe dovuto essere valida fino al 3 aprile 2026. La Commissione europea ha quindi proposto, nel dicembre 2025, di prorogarla fino al 3 aprile 2028, in attesa dell’adozione di una normativa a lungo termine.

La proposta è stata votata in due fasi. Innanzitutto, l’11 marzo 2026 il Parlamento ha approvato la proposta della Commissione nella versione modificata dai propri emendamenti (458 a favore, 103 contrari, 63 astenuti). Tali emendamenti riducevano la proroga fino ad agosto 2027 e aggiungevano ulteriori condizioni, tra cui l’esclusione delle comunicazioni protette da crittografia end-to-end e requisiti più rigorosi in materia di proporzionalità. Il fascicolo è poi tornato alla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) per i negoziati con il Consiglio. I negoziati, tuttavia, non hanno portato a un accordo. Nella votazione finale sulla proposta della Commissione e sugli emendamenti nel loro complesso era sufficiente la maggioranza semplice dei voti espressi. La proposta non l’ha ottenuta: 228 deputati hanno votato a favore, 311 contro e 92 si sono astenuti. Ciò ha concluso la prima lettura e la deroga temporanea è scaduta dopo il 3 aprile 2026.

La maggioranza filoeuropea si è divisa, al di là della consueta divisione tra sinistra e destra. Il PPE ha votato contro (22 a favore, 137 contrari, 5 astenuti). Non ha rilasciato una dichiarazione ufficiale su questa votazione, pertanto non ne conosciamo le motivazioni sulla base delle fonti disponibili. Anche i Verdi/EFA si sono espressi contro (3 a favore, 33 contrari, 11 astenuti). Il gruppo S&D, per il quale la relatrice Birgit Sippel ha condotto i lavori, ha votato a favore (95 a favore, 8 contrari, 2 astenuti). Non ha rilasciato alcuna dichiarazione specifica in merito alla votazione. Renew ha votato in modo diviso: 32 a favore, 29 contrari e 6 astenuti. Non disponiamo di una sua dichiarazione specifica proprio su questa votazione.

Il fatto che l’EPP e i Greens/EFA si siano schierati dalla stessa parte non significa che lo abbiano fatto per le stesse ragioni. Disponiamo di una motivazione documentata solo da parte dei Greens/EFA. L’eurodeputata Markéta Gregorová (Pirati, Greens/EFA) ha dichiarato in un comunicato stampa del gruppo in merito al risultato: «Il Chat Control 1.0 scadrà il 3 aprile senza alcuna sostituzione. Il Parlamento europeo ha lanciato un segnale chiaro: è ora di porre fine a questa deroga inefficace e sproporzionata alle norme sulla protezione della privacy.» (traduzione di Votemapu)

L’ECR, il PfE e l’ESN, ovvero l’estrema destra, non erano uniti. All’interno dell’ECR la maggioranza si è astenuta (35 deputati), 27 hanno votato a favore e 12 contro. Nel PfE 40 deputati hanno votato a favore, 18 contro e 24 si sono astenuti. L’ESN si è opposta: 25 contrari, 3 astenuti e nessuno a favore. L’estrema sinistra, The Left, ha votato contro (4 a favore, 33 contrari).

Il procedimento legislativo, tuttavia, non si è concluso qui. La procedura è proseguita e nel luglio 2026 si è conclusa con il regolamento (UE) 2026/1881, applicabile fino al 3 aprile 2028. Si trattava ormai di un testo diverso, oggetto di una votazione separata.

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